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mercoledì 29 giugno 2011

ISRAELE: ECCO CALCIOPOLI, MATCH TRUCCATI E INFILTRAZIONI DELLA MALAVITA

Terremoto nel calcio israeliano: si sospetta che i risultati di alcune partite siano stati truccati e si temono infiltrazioni della criminalità organizzata, attratta dalle enormi somme che richiama il mondo delle scommesse. L'inchiesta della polizia ha investito per ora alcuni esponenti di una squadra di calcio di serie A, ma a quanto pare sarà estesa ad altre squadre e ad altri protagonisti del mondo sportivo israeliano.
Per ora nel mirino degli inquirenti è la squadra Hapoel Petah Tikva, i cui proprietari e dirigenti, Gal Hatzor e Tomer Sinai, sono stati arrestati martedì scorso dopo il primo interrogatorio. Su di loro grava il sospetto che abbiano truccato i risultati di almeno tre partite con l'aiuto di arbitri «accomodanti».
Una di queste partite, la scorsa stagione, si concluse con la vittora delL'Hapoel, grazie a un calcio di rigore, apparentemente ingiustificato. Una vittoria che salvò la squadra dalla retrocessione in serie B.
L'inchiesta riguarda pure l'ex allenatore delL'Hapoel Yuval Naim, accusato di estorsione e minacce nei confronti di Hatzor per ottenere una liquidazione ingigantita. Naim si sarebbe fatto aiutare da tale Ben Cohen, persona vicina a una nota figura della malavita. Anche loro sono stati arrestati. Ma gli inquirenti sono saliti ancora più in alto e hanno interrogato il presidente della Federazione calcio Avi Luzon, sospettato di aver aiutato Hatzor e Sinai a ottenere che almeno una partita fosse diretta da un arbitro di loro scelta. Luzon ha respinto i sospetti emersi nei suoi confronti, affermando tra l'altro che la designazione di arbitri non è nelle sue competenze. È stato rilasciato ma non si esclude che possa essere di nuovo convocato.
Il marciume sarebbe tale da aver spinto il capo della polizia, Yohanan Danino, ad affidare l'inchiesta a un'unità d'elite, Lahav 433, alla quale sono affidati i casi più delicati e la lotta alla criminalità organizzata. Si teme inoltre che quest'ultima si sia infiltrata in alcuni club, per interposta persona, modificando i risultati di alcune partite nel senso voluto, anche ricorrendo a pressioni e minacce nei confronti di dirigenti sportivi, giocatori e arbitri.
«È chiaro - ha detto una fonte della polizia - che non si tratta solo dei coinvolgimento dell'Hapoel Petah Tikva ma anche di altre squadre di Serie A». «È uno scandalo - ha aggiunto - che vedrà sotto inchiesta un gran numero di attori: giocatori, affaristi, esponenti della Federazione di Calcio e arbitri».
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venerdì 24 giugno 2011

ISRAELE, SHAKIRA: "VOGLIO UN MONDO COME IL BARCELLONA"

È sempre passione fra Shakira e il calciatore del Barcellona Gerard Piquè (segui tutte le puntate della coppia cliccando qui), al punto che la bella cantante colombiana ora presenta il 'sistema Barca' come un esempio di funzionamento ideale del mondo, riferisce la stampa spagnola.
Durante una visita in Israele, dove è stata ricevuta con il fidanzato quale ambasciatrice dell'Unicef dal presidente Shimon Peres, Shakira ha spiegato che le «piacerebbe un mondo che funzionasse come una squadra, proprio come fa il Barca. In questo modo, ha aggiunto, potremmo vincere la partita contro la discriminazione».
Da quando è fidanzata con la colonna della difesa del Barcellona, Shakira si è convertita in focosa tifosa blaugrana mentre prima, ricorda la tv privata Telecinco, «flirtava con l'eterno rivale del Barca», il Real Madrid
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sabato 12 marzo 2011

PALESTINA: LA NAZIONALE TORNA A GIOCARE IN CASA DOPO 67 ANNI (VIDEO)

La nazione ancora non c'è, la nazionale sì: non è la stessa cosa, ma è pur sempre un presagio. Devono averlo pensato in molti, ieri sera, fra le migliaia di spettatori che hanno gremito lo stadio Faisal Husseini di Al Ram, in Cisgiordania, per assistere a un evento a suo modo storico: la prima partita ufficiale disputata in campo amico da una rappresentativa palestinese di calcio dalla nascita dello Stato d'Israele.
Il risultato però non ha coronato la festa: la partita, valida per le qualificazioni alle Olimpiadi di Londra 2012, si è chiusa con la vittoria della Palestina per 1-0, ma non riesce a superare il turno, cedendo ai rigori contro i modesti avversari (vittoriosi nella gara all'andata).
L'ultimo precedente casalingo di una selezione palestinese, affiliata alla Fifa solo nel 1998, risale al 1934, quando la Palestina, ancora entità coloniale sotto il dominio inglese, potè scendere in campo con l'Egitto in casa. Dopo quella data per il calcio palestinese sarebbe cominciata la diaspora, senza più autonomia e con la necessità di mendicare asilo in campo neutro (dall'Egitto, alla Giordania, alla penisola arabica). Un esilio durato fin oltre l'ammissione formale dei palestinesi alle Olimpiadi - a partire dal 1996 - e interrotto soltanto ieri. Grazie anche alla mediazione del Cio, capace in questi mesi non solo di rilanciare il dialogo fra i comitati olimpici di Israele e Palestina ma anche di ottenere dalle autorità politiche dallo Stato ebraico un'apertura sulla libertà di movimento degli atleti palestinesi. Uno speciale salvacondotto ha infatti consentito anche la convocazione di sei giocatori della Striscia di Gaza, l'enclave superblindata in mano agli integralisti di Hamas.

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giovedì 10 marzo 2011

ISRAELE: NIENTE PIU' MULTA, LA FIFA REVOCA LA SOSPENSIONE AL CT FERNANDEZ

La Fifa ha revocato la sospensione del ct della Nazionale israeliana, il francese Luis Fernandez, che era stato inibito da qualsiasi attività legata al calcio. Lo ha annunciato la Federcalcio israeliana. «La Fifa ha annunciato ufficialmente che tutte le restrizioni riguardanti il selezionatore di Israele sono state revocate», afferma un breve comunicato diffuso sul sito della Federazione israeliana.
La decisione della commissione disciplinare della Fifa, rivelata il 20 febbraio scorso, risaliva in effetti al 26 novembre 2009.
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lunedì 21 febbraio 2011

ISRAELE, ZIZZANIA FRA REAL MADRID E BARCA PER LA VISITA DEL PRESIDENTE PERES

Una certa tensione si è creata fra la dirigenza del Real Madrid e quella del Barcellona ai margini di una visita ufficiale che il Capo dello stato israeliano Shimon Peres si accinge a compiere in Spagna.
Secondo il quotidiano israeliano 'Maariv', Peres - che si reca oggi a Madrid per celebrare solennemente il 25/mo anniversario dei rapporti diplomatici fra i due Paesi - ha chiesto di incontrare illustri esponenti del calcio locale.
Il suo interesse deriva anche dalla convinzione che il calcio possa affratellare israeliani e palestinesi. Da anni, infatti, il centro 'Peres per la pace' si prodiga ad organizzare allenamenti congiunti e partite fra giovani atleti delle due parti.
Peres, prosegue il giornale, ha ottenuto senza difficoltà un incontro con l'allenatore Jose Mourinho e, sembra, anche con Cristiano Ronaldo. Ma quando ha chiesto di includere nella sua breve visita a Madrid anche un colloquio con la star del Barcellona Lionel Messi «le sopracciglia dei madrileni - scrive Maariv - si sono inarcate in un gesto di disapprovazione».
Malgrado l'età avanzata, il presidente israeliano non si è perso d'animo e ha esplorato la possibilità di compiere lui stesso una puntata in elicottero a Barcellona, oppure di chiedere a Messi di raggiungerlo a Madrid. Ma questi progetti, finora, non sembrano realizzabili. In una nota l'ufficio di Peres ha precisato che l'intenzione di incontrare Messi ed il presidente del Barcellona resta comunque sul tavolo: «se non in questa, magari in una occasione futura».
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domenica 20 febbraio 2011

ISRAELE: NON PAGA UNA MULTA ALLA SUA EX SQUADRA, LA FIFA SOSPENDE IL CT DELLA NAZIONALE

Luis Fernandez, commissario tecnico della nazionale israeliana, è stato sospeso dalla Fifa da ogni attività calcistica per non essersi adeguato ad una decisione disciplinare adottata nel 2009: allora Fernandez fu condannato a pagare una multa all'Al Rayyan, club del Qatar per il quale l'ex allenatore di PSG e Athletic Bilbao ha lavorato per alcuni mesi nel 2005.
La Federcalcio israeliana ha indicato "di aver ricevuto una richiesta ufficiale dalla Fifa riguardante Luis Fernandez, in cui si afferma che deve immediatamente cessare ogni attività calcistica, a causa del mancato pagamento di un debito". Alla notizia della sospensione l'allenatore francese ha commentato laconicamente: "C'è una denuncia penale che va avanti da cinque anni, tra la Fifa e il sottoscritto. È un litigio tra club, non spetta risolverlo a me".
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domenica 28 novembre 2010

ISRAELE, SQUADRA DI COLONI INGAGGIA UN ATTACCANTE ARABO

«Il calcio avvicina le persone in tutto il mondo»: con queste parole il giovane attaccante Jad Sarsur spiega oggi la decisione di indossare la maglia del 'Betar Ariel', la squadra di una città-colonia israeliana in Cisgiordania di 20 mila abitanti.
Jad Sarsur, precisa il quotidiano Yediot Ahronot, è un arabo israeliano che adesso farà la spola fra la sua città di Kfar Kassem e l'insediamento nei Territori occupati. Sarsur - che ha già giocato in diverse squadre arabe israeliane - assicura di essere stato accolto a braccia aperte ad Ariel e di aver indossato con orgoglio la nuova maglia sui spicca il simbolo del movimento nazionalista ebraico 'Betar': un candelabro a sette bracci.
A Gerusalemme i tifosi della squadra locale del Betar sono noti per le loro tendenze di destra e si oppongono all'ingaggio nella loro squadra di giocatori arabi: ma ad Ariel, assicura Sarsur, l'atmosfera è rilassata e nei suoi confronti non è stata mostrata alcuna animosità.
Il 'Betar Ariel' partecipa a un campionato di 'Serie C' e mantiene stretti rapporti di collaborazione con altre squadre arabe, fra cui quelle Kfar Kassem e di Tira, in territorio israeliano.
I dirigenti del 'Betar Ariel' affermano che Sarsur «è già parte della nostra famiglia» e assicurano che il giocatore parteciperà non solo agli allenamenti e alle partite «ma sarà anche invitato alle feste private».
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venerdì 26 novembre 2010

ISRAELE, SEGNA E CORRE A BACIARE LA FIDANZATA IN TRIBUNA (VIDEO)

Un'esultanza speciale per il centrocampista offensivo israeliano Eran Zahavi, una celebrazione andata in onda nel prestigioso scenario della Champions League.
Il match è quello tra Hapoel Tel Aviv e Benfica, il celebre precedente è quello tra Casillas e la Carbonero, anche se a gara conclusa.
Un calcio di punizione, colpo di testa di Zahavi e gol (poi arriverà anche la doppietta nel 3-0 finale).
La corsa sfrenata verso la tribuna e quel romanticone di Eran cosa fa? Un bacio appassionato con la splendida fidanzata sugli spalti ad assistere alla partita.

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venerdì 25 giugno 2010

MONDIALI: TRADITI DA AL-JAZEERA, PALESTINESI GUARDANO TV ISRAELE - WORLD CUP: BETRAYED BY AL-JAZEERA, PALESTINIANS WATCH ISRAEL TV

Per seguire i Mondiali in Sudafrica sembrebbe che i palestinesi abbiano deciso di mettere da parte per un mese le tensioni con Israele. Migliaia di abitanti di Gaza e Cisgiordania in questi giorni hanno scatenato una vera e propria corsa all'acquisto del decoder della tv israeliana perché frustrati dalla pessima ricezione del canale al-Jazeera Sport, che detiene i diritti del campionato per il mondo arabo.
L'emittente basata in Qatar, infatti, ha avuto seri problemi tecnici nella messa in onda delle partite secondo quanto si legge sul sito del quotidiano 'Khaleej Times' e questo ha spazientito non poco i palestinesi, contagiati dalla febbre dei Mondiali e disposti a tutto pur di non perdere una giocata di Lionel Messi durante la rassegna iridata.
«Dopo tutte le interferenze su al-Jazeera durante i primi match molti palestinesi hanno ordinato i ricevitori israeliani», ha affermato Ahsan Kamal, un antennista che in questi giorni sostiene di essere subissato dalle richieste di clienti che vogliono la tv israeliana.
Il sistema adottato da tutti, spiega Kamal, è molto semplice. Per sopperire alla telecronaca in ebraico i palestinesi tolgono l'audio alla tv e contemporaneamente si collegano alla stazione radio che fa la telecronaca della partita in arabo. Un tenativo di salvare almeno in apparenza l' 'orgoglio' palestinese, anche se sono in molti a giurare che dopo la finale dell'11 giugno riconsegneranno i decoder.


To follow World Cup in South Africa it seems that the Palestinians have decided to put aside for a month tensions with Israel. Thousands of people in Gaza and West Bank in recent days have caused a real race to buy Israeli television decoder frustrated by the poor reception of channel al-Jazeera Sports, which owns the rights for the Arab World Cup championship.
The broadcaster based in Qatar, in fact, had serious technical problems in broadcasting matches as you read on the website of the newspaper 'Khaleej Times' and this has annoyed not just the Palestinians, infected by the fever of World Cup and ready for anything rather than lose a Lionel Messi's moment during the tournament.
"After interferences on al-Jazeera during the first match Palestinians have ordered many Israelis receivers", said Ahsan Kamal, an antenna technician that these days claims to be overwhelmed by the demands of customers who want the Israeli television.
System adopted by everybody, says Kamal, is very simple. To compensate for the commentary in Hebrew Palestinians remove sound on TV and simultaneously connect to the radio station that makes a lot of commentary in Arabic. A tenative to save at least apparently the 'pride' Palestinian, though there are many who swear that after the June 11 final, return the receiver.
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