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sabato 12 marzo 2011

PALESTINA: LA NAZIONALE TORNA A GIOCARE IN CASA DOPO 67 ANNI (VIDEO)

La nazione ancora non c'è, la nazionale sì: non è la stessa cosa, ma è pur sempre un presagio. Devono averlo pensato in molti, ieri sera, fra le migliaia di spettatori che hanno gremito lo stadio Faisal Husseini di Al Ram, in Cisgiordania, per assistere a un evento a suo modo storico: la prima partita ufficiale disputata in campo amico da una rappresentativa palestinese di calcio dalla nascita dello Stato d'Israele.
Il risultato però non ha coronato la festa: la partita, valida per le qualificazioni alle Olimpiadi di Londra 2012, si è chiusa con la vittoria della Palestina per 1-0, ma non riesce a superare il turno, cedendo ai rigori contro i modesti avversari (vittoriosi nella gara all'andata).
L'ultimo precedente casalingo di una selezione palestinese, affiliata alla Fifa solo nel 1998, risale al 1934, quando la Palestina, ancora entità coloniale sotto il dominio inglese, potè scendere in campo con l'Egitto in casa. Dopo quella data per il calcio palestinese sarebbe cominciata la diaspora, senza più autonomia e con la necessità di mendicare asilo in campo neutro (dall'Egitto, alla Giordania, alla penisola arabica). Un esilio durato fin oltre l'ammissione formale dei palestinesi alle Olimpiadi - a partire dal 1996 - e interrotto soltanto ieri. Grazie anche alla mediazione del Cio, capace in questi mesi non solo di rilanciare il dialogo fra i comitati olimpici di Israele e Palestina ma anche di ottenere dalle autorità politiche dallo Stato ebraico un'apertura sulla libertà di movimento degli atleti palestinesi. Uno speciale salvacondotto ha infatti consentito anche la convocazione di sei giocatori della Striscia di Gaza, l'enclave superblindata in mano agli integralisti di Hamas.

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martedì 7 dicembre 2010

INGHILTERRA, IL SINDACO DI LONDRA RITIRA L'OSPITALITA' A BLATTER PER LE OLIMPIADI

Il sindaco di Londra, Boris Johnson, ha ritirato l'offerta di alloggiare gratuitamente in un hotel di lusso, durante i Giochi Olimpici del 2012 il presidente della Fifa, Joseph Blatter, secondo quanto riportano i media inglesi.
Sarebbe questa la reazione di Johnson alla mancata assegnazione all'Inghilterra dell'organizzazione dei Mondiali di calcio del 2018. Johnson era giunto all'accordo di alloggiare il presidente della Fifa, Joseph Blatter, ed altri dirigenti della federazione nell'esclusivo Hotel Dorchester, ma l'offerta è stata ora ritirata.
L'Inghilterra, ha avuto i migliori giudizi nell'esame del dossier da parte della Fifa, ma nella votazione ha ottenuto solo due dei 22 voti. La Russia si è invece aggiudicata i Mondiali del 2018 ed il Qatar quelli del 2022 (con annesse minacce di rapimento nei confronti di Cristiano Ronaldo).
Nei giorni precedenti la votazione, Johnson si è recato a Zurigo per spiegare i vantaggi della candidatura inglese e della città di Londra insieme al primo ministro, David Cameron, il principe Guglielmo e l'idolo del calcio inglese David Beckham. Secondo la Bbc cinque membri dell'esecutivo della Fifa «avevano assicurato» per lo meno personalmente al principe Guglielmo e a Beckham l'appoggio all'Inghilterra, ma dopo nella votazione non hanno mantenuto la parola.
Johnson non ha rilasciato dichiarazioni riguardo alla sua decisione, ma dopo la sconfitta di giovedì ha detto: «È stato un colpo durissimo e terribilmente deludente»
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