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sabato 9 luglio 2011

COREA: SCANDALO SCOMMESSE, ARRESTATI 46 GIOCATORI

Sono 50 le persone arrestate in Corea del Sud nell'ambito di un'inchiesta che ha portato alla luce un 'giro' di partite di calcio della K-League, ovvero la massima serie, truccate per favorire scommettitori, che corrompevano in particolare giocatori.
La maggior parte delle persone fermate sono proprio calciatori, ben 46, e ciò sta mettendo in seria difficoltà le squadre che in questo fine settimana devono scendere in campo ed ora si trovano a corto di effettivi. È il caso del Sangmu Phoenix, che ha visto finire in carcere 9 suoi elementi, o del Daejon Citizen privato di 8 giocatori.
L'inchiesta riguarda 15 match disputati da giugno ad ottobre dell'anno scorso. Il procuratore di Changwon, che conduce l'inchiesta, ha spiegato che «è bene chiarire come questo scandalo riguardi non giocatori di secondo piano, e riserve, ma gente lautamente pagata e che fa parte anche della nazionale». Fra coloro che sono finiti nei guai c'è ad esempio il 28enne Chiu Sing-kuk, finora 26 presenze con la maglia della nazionale. A questa vicenda del calcioscommesse sembrerebbe legato anche il suicidio di un calciatore verificatosi nei giorni scorsi
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mercoledì 29 giugno 2011

ISRAELE: ECCO CALCIOPOLI, MATCH TRUCCATI E INFILTRAZIONI DELLA MALAVITA

Terremoto nel calcio israeliano: si sospetta che i risultati di alcune partite siano stati truccati e si temono infiltrazioni della criminalità organizzata, attratta dalle enormi somme che richiama il mondo delle scommesse. L'inchiesta della polizia ha investito per ora alcuni esponenti di una squadra di calcio di serie A, ma a quanto pare sarà estesa ad altre squadre e ad altri protagonisti del mondo sportivo israeliano.
Per ora nel mirino degli inquirenti è la squadra Hapoel Petah Tikva, i cui proprietari e dirigenti, Gal Hatzor e Tomer Sinai, sono stati arrestati martedì scorso dopo il primo interrogatorio. Su di loro grava il sospetto che abbiano truccato i risultati di almeno tre partite con l'aiuto di arbitri «accomodanti».
Una di queste partite, la scorsa stagione, si concluse con la vittora delL'Hapoel, grazie a un calcio di rigore, apparentemente ingiustificato. Una vittoria che salvò la squadra dalla retrocessione in serie B.
L'inchiesta riguarda pure l'ex allenatore delL'Hapoel Yuval Naim, accusato di estorsione e minacce nei confronti di Hatzor per ottenere una liquidazione ingigantita. Naim si sarebbe fatto aiutare da tale Ben Cohen, persona vicina a una nota figura della malavita. Anche loro sono stati arrestati. Ma gli inquirenti sono saliti ancora più in alto e hanno interrogato il presidente della Federazione calcio Avi Luzon, sospettato di aver aiutato Hatzor e Sinai a ottenere che almeno una partita fosse diretta da un arbitro di loro scelta. Luzon ha respinto i sospetti emersi nei suoi confronti, affermando tra l'altro che la designazione di arbitri non è nelle sue competenze. È stato rilasciato ma non si esclude che possa essere di nuovo convocato.
Il marciume sarebbe tale da aver spinto il capo della polizia, Yohanan Danino, ad affidare l'inchiesta a un'unità d'elite, Lahav 433, alla quale sono affidati i casi più delicati e la lotta alla criminalità organizzata. Si teme inoltre che quest'ultima si sia infiltrata in alcuni club, per interposta persona, modificando i risultati di alcune partite nel senso voluto, anche ricorrendo a pressioni e minacce nei confronti di dirigenti sportivi, giocatori e arbitri.
«È chiaro - ha detto una fonte della polizia - che non si tratta solo dei coinvolgimento dell'Hapoel Petah Tikva ma anche di altre squadre di Serie A». «È uno scandalo - ha aggiunto - che vedrà sotto inchiesta un gran numero di attori: giocatori, affaristi, esponenti della Federazione di Calcio e arbitri».
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giovedì 2 giugno 2011

ITALIA: CALMANTI AI GIOCATORI, SCOPPIA LO SCANDALO CALCIOSCOMMESSE

Nasce dalla partita di calcio di Prima Divisione Cremonese-Paganese disputata il 14 novembre 2010 l'inchiesta chiamata Ultima Scommessa che ha portato in carcere 7 persone e costretto ai domiciliari altre 9 tra cui l'ex giocatore della Nazionale Beppe Signori. Gli indagati sono 28 tra cui calciatori ancora in attività come Cristiano Doni.
Durante l'incontro di calcio Paganese-Cremonese, è stato spiegato ieri in conferenza dal procuratore Roberto di Martino, dal questore Antonio Bufano e dal capo della Squadra mobile Sergio Lo Presti, si sentirono male cinque giocatori della Cremonese e un collaboratore.
Dalle analisi decise dalla società Cremonese ed eseguite al Policlinico San Matteo di Pavia, si rilevarono nelle urine tracce di Lormetazepam che rientra tra i farmaci contenenti benzodiazepine. Il direttore generale Sandro Turotti della Cremonese portò i risultati delle analisi in questura a Cremona e denunciò l'episodio. Turotti mise la polizia al corrente di voci su totonero proprio in occasione della partita Cremonese-Paganese che avrebbe avuto una quotazione da 1 a 6.
Da allora partirono le indagini e vennero disposte intercettazioni telefoniche che rivelarono 'l'accanita propensione del portiere Paoloni - a quel tempo fuori rosa e in prestito al Benevento - a fare scommesse sportive con particolare riguardo agli incontri di calcio e attività che venivano realizzate con la intermediazione di Massimo Erodiani, organizzatore di scommesse insieme con Marco Pirani, medico odontoiatra di Ancona.
Erodiani e Pirani erano in collegamento con i gruppi di scommettitori milanesi, bolognesi (con a capo Beppe Signori) e gruppi di stranieri (slavi e zingari).
Il portiere della Cremonese e poi del Benevento Paoloni a un certo punto non riiuscì più a controllare i risultati delle partite truccate, fece perdere molto denaro ai gruppi di scommettitori e diventò oggetto di una tentata estorsione. Nelle intercettazioni compaiono frasi con minacce di morte nei suoi confronti.
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martedì 15 marzo 2011

TURCHIA: ARBITRI MISTERIOSI, SETTE RETI SU RIGORE E SOSPETTI DI CALCIO-SCOMMESSE. DUE AMICHEVOLI SOTTO INCHIESTA DELLA FIFA

La Fifa ha aperto un'inchiesta riguardo due amichevoli internazionali, salite alla ribalta per pesanti sospetti di combine. È lo scorso 9 febbraio e ad Antalya, in Turchia, si giocano due amichevoli internazionali: Estonia-Bulgaria e Bolivia-Lettonia. La prima gara termina 2-2, mentre nella seconda i sudamericani si impongono per 2-1. Ma al di là dei risultati, ciò che ha insospettito la Fifa è il fatto che tutte e sette le reti sono arrivate su calcio di rigore. Tutte decisioni abbastanza discutibili. Per giunta, gli arbitri di quelle gare non erano quelli inizailmente designati. Circostanze che, sommata al coinvolgimento di una società thailandese nell'organizzazione dei due match, ha immediatamente spinto il massimo organismo internazionale del calcio a vederci chiaro.
Le terne arbitrali sono (o meglio, dovrebbero essere) entrambe ungheresi. La certezza manca perchè la Fifa, che ha sottoposto tutti i protagonisti a procedimento disciplinare, preferisce non rendere noti i nomi. Il procedimento, fanno sapere da Ginevra, è stato aperto dopo «una scrupolosa valutazione della documentazione e delle informazioni ricevute in relazione a una possibile combine» e che della questione si occuperà la Commissione disciplinare.
«Avevamo dei dubbi sull'operato dell'arbitro» ammette il presidente della Federcalcio bulgara Borislav Mihaylov. Ancora più esplicito Gustavo Quinteros, al debutto da ct sulla panchina della Bolivia, intervistato dal quotidiano 'La Razon': «Per me si è inventato i tre rigori. È stato un disastro».
Ad accrescere l'odore di bruciato, c'è la confusione sui nomi dei protagonisti. Secondo il referto delle federazioni bulgara ed estone l'arbitro dell'incontro era l'ungherese Krisztian Selmeczi. Invece il responsabile degli arbitri Laszlo Wagner, così come i giornali magiari, avevano indicato il nome del connazionale Kolos Lengyel. Wagner assicurò che la terna ungherese coinvolta sarebbe stata sospesa. Ma chi erano realmente? «Sono scioccato - spiega Wagner - perchè noi non abbiamo ricevuto nessuna richiesta di concedere questi arbitri per dirigere quella partita». Un dubbio doveva essere venuto anche alla Federcalcio boliviana, che dopo il match con la Lettonia aveva chiesto alla Fifa di controllare l'identità del direttore di gara, per verificare se era internazionale.



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giovedì 17 febbraio 2011

GERMANIA: IMPICCI SUGLI SPONSOR DEL WOLFSBURG, APERTA INCHIESTA PER CORRUZIONE

Le autorità del Baden-Wuerttemberg (Sud) hanno avviato un'inchiesta nei confronti di alcuni manager ed ex manager della Deutsche Telekom (Dt) e della Volkswagen (Vw) per un presunto caso di corruzione tra i due gruppi.
La notizia, pubblicata dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung, è stata confermata indirettamente da un portavoce della Vw, il quale ha detto che il colosso di Wolfsburg darà il suo pieno appoggio alle indagini.
Secondo il giornale, manager della Dt avrebbero cercato di prolungare un contratto di sponsorizzazione della squadra di serie 'A' VfL Wolfsburg - di proprietà della Volkswagen - in cambio di ordini stimati in centinaia di milioni di euro per la T-Systems, la controllata Dt attiva nel settore dei servizi informatici.
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martedì 18 gennaio 2011

SCOZIA, GIOCATORE DELLA NAZIONALE ACCUSATO DI VIOLENZA SESSUALE

Il nazionale scozzese David Goodwillie, 21 anni, è indagato per violenza sessuale. Lo ha reso noto la polizia. L'attaccante del Dundee United è accusato da una donna di 24 anni, che l'ha denunciato.
I fatti si sarebbero svolti il 2 gennaio scorso ad Armadale (Scozia). La polizia ha precisato che l'inchiesta è ancora in corso e che il calciatore comparirà, in data che non è stata ancora fissata, davanti alla giustizia.
David Goodwillie è stato convocato per la prima volta nella Nazionale scozzese per la partita amichevole vinta per 3-0 con le Isole Far il 16 novembre scorso ad Aberdeen.
Non è la prima volta che simili capi d'accusa vengono rivolti alle star del pallone, vedasi i recenti casi di Klasnic e Bramble
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