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venerdì 15 luglio 2011

INGHILTERRA: IL MAN CITY VENDE LO STADIO ALL' ETIHAD AIRWAYS PER 241 MILIONI

Il Manchester City ha raggiunto un accordo record con la Etihad Airways, cedendo alla compagnia di bandiera degli Emirati Arabi Uniti i diritti per il nome dello stadio, che da ora in avanti non si chiamerà più Manchester Stadium ma Etihad Stadium.
In cambio il club allenato da Roberto Mancini riceverà 150 milioni di sterline (241 milioni di dollari) nei prossimi dieci anni, cosa che permetterà al club dello sceicco Mansour bin Zayed Al Nahyan oltre che di rafforzarsi ancora di più sul mercato, anche di adeguarsi ai nuovi parametri di fair play varati dall'Uefa, che entreranno in vigore dalla stagione 2013-14.
Nella presentazione fatta il City ha presentato anche il nuovo jet di proprietà del club, un Airbus A-330 con i colori della squadra. La compagnia aerea ha annunciato anche l'introduzione dal primo agosto di un una nuova tratta aerea tra Manchester e Abu Dhabi con due voli giornalieri. L'accordo commerciale è il più ricco, in termini economici, della storia della Premier e supera quello concluso nel 2006 dall'Arsenal con la Emirates Airways (100 milioni di sterline per 15 anni).
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martedì 28 giugno 2011

SUDAFRICA, LA FEDERCALCIO PAGA PER SALVARE IL SOPRANNOME 'BAFANA BAFANA'

La Nazionale di calcio del Sudafrica potrà continuare a usare l'appellativo 'bafana bafana', 'i nostri ragazzi' in lingua zulu, per definire i propri giocatori. La federcalcio sudafricana (Safa) ha pagato 5 milioni di rand, circa 511.000 euro, per i diritti sul nickname.
«È un giorno storico per il calcio sudafricano», ha detto Kirsten Nematandani, presidente della Safa. Dal 1993 ad oggi, la federcalcio aveva dovuto condividere i diritti con un imprenditore, Stanton Woodrush. Prima dell'odierna fumata bianca, la federcalcio aveva anche valutato la possibilità di accantonare la denominazione 'bafana bafana'.
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mercoledì 1 giugno 2011

FRANCIA, AD AL JAZIRA I DIRITTI TV DEL CAMPIONATO PER 6 STAGIONI

La Lega Calcio francese (LFP) ha annunciato la vendita dei diritti tv internazionali del campionato di calcio della Francia ad Al Jazira, il celebre gruppo televisivo del Qatar.
«Abbiamo ricevuto tre proposte interessanti e all'unanimità abbiamo scelto la migliore, che era quella del gruppo Al Jazira», ha annunciato il presidente della Lfp, Frederic Thiriez, senza tuttavia rivelare l'importo del contratto.
Al Jazira acquisisce così i diritti del calcio transalpino per sei stagioni, a partire dal campionato 2012-2013.
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mercoledì 15 dicembre 2010

QATAR 2022, ASSOCIAZIONI DIRITTI GAY ALL'ATTACCO: "NO AI MONDIALI IN UN PAESE CHE CI DISCRIMINA"

Continuano le polemiche per l'assegnazione dell'organizzazione della fase finale dei Mondiali di Calcio 2022 al Qatar, il primo Paese arabo chiamato ad ospitare un evento di tale rilevanza. Stavolta è il turno dei gruppi per i diritti gay fermamente contrari a tenere un simile evento in un Paese dove l'omosessualità è reato.
Non ha contribuito a rilassare l'atmosfera la battuta del presidente della Fifa, Sepp Blatter, che, interpellato nei confronti dei tifosi omosessuali che si recheranno nel piccolo emirato del Golfo, ha ribattuto che non si saranno discriminazioni e ha detto ironicamente che, però, i gay dovranno «astenersi da qualsiasi attività sessuale».
Parole che non hanno però sortito l'effetto sperato sugli attivisti per i diritti gay, che hanno lanciato «un boicottaggio di tutte le attività associate ai Mondiali di Calcio 2022» sostenendo che non si dovrebbero «tenere in Paese che abusa e disconosce i diritti umani basilari delle persone Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali)».
Stessi toni sono arrivati dall'ex campione britannico di basket John Amaechi, il primo giocatore dell'Nba ad aver dichiarato la propria omosessualità nel febbraio del 2007, che in merito ha usato parole durissime: «Se lo sport non serve a cambiare la società, neanche temporaneamente durante un evento come i Mondiali di calcio che chiamano il mondo a partecipare, allora non è molto di più che uomini adulti che inseguono un pallone e dovremmo trattarlo così».
Quanto alla dichiarazione di Blatter, Amaechi ha sottolineato come, un decennio fa, sarebbe stata considerata inaccettabile.
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