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giovedì 3 maggio 2012

ITALIA: GENOA-CAGLIARI, TIFOSI AL BAR E AL MUSEO


Il Genoa ha giocato a Brescia a porte chiuse il delicato turno casalingo con il Cagliari, vinto per 2-1, dopo la squalifica del campo e i tifosi si sono organizzati per vedere la partita dividendosi tra il Museo della Fondazione e i bar, dove un club ha offerto tra l'altro maxischermo e cena a base di polenta.
Se la partita si fosse giocata al Ferraris, come previsto inizialmente, molti l'avrebbero seguita fuori dallo stadio organizzandosi con schermi e radio. Invece nessuno ha potuto seguire la trasferta in Lombardia per stare davanti allo stadio.
Presso il Museo del Genoa, la Fondazione Genoa 1893 ha deciso di aprire gratuitamente agli abbonati rossoblù la sede per sostenere la squadra all'interno della sala più ampia dotata di maxischermo. Unica prerogativa la prenotazione, per evidenti motivi di spazio, contattando il Museo stesso.
Anche il club 'Figgi Do Zena' si sono organizzati e la scorsa serata si sono ritrovati presso un bar per seguire la gara su un maxischermo accompagnando la serata con un piatto di polenta taragna.
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sabato 4 giugno 2011

ITALIA, MONS. PAGANINI: "SERVE UN PRETE NEI TEAM DELLE SQUADRE DI CALCIO"

Un prete come presenza fissa nei team delle squadre di calcio. Il nuovo scandalo che ha portato nella bufera il mondo del calcio fa interrogare anche il mondo della Chiesa, che non si limita alla condanna dei fatti. Monsignor Claudio Paganini, presidente del campionato di calcio vaticano Clericus Cup nonchè grande tifoso del Brescia, lancia una proposta: nei team calcistici, accanto ai giocatori, all'allenatore, ai preparatori, al medico sportivo andrebbe introdotta anche la figura di un prete.
«Occorre rimandare i calciatori, e mi riferisco anche ai campioni, a scuola di valori. Per questo sarebbe necessario prevedere due ore settimanali - dice all'Adnkronos mons. Paganini - pre o post allenamento non ha importanza purchè si faccia, in cui un sacerdote parli ai giocatori facendo formazione, accompagnandoli in una rieducazione».
Un'idea che monsignor Paganini ha già tradotto nella pratica con parecchi giocatori del Brescia calcio. «Anche un campione di calcio, nonostante gli alti compensi, può andare in crisi. Pensiamo ad esempio a quei calciatori che finiscono in panchina...». Don Claudio ha dato così la sua disponibilità ventiquattro ore su ventiquattro. «Occorrerebbe che oltre lo scandalo - afferma - ci fosse un momento di impegno collettivo, di accompagnamento e di percorso comune con i giocatori affinchè si ripensasse lo sport in senso educativo».Da qui la necessità di affiancare al team sportivo la figura di un sacerdote. «Bisogna restituire al calcio il vero senso. In questo modo i calciatori sarebbero non soltanto campioni al gioco del pallone ma anche nella vita».
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giovedì 17 marzo 2011

ITALIA: CELLINO REGALA IL BIGLIETTO AI PROPRI TIFOSI, SPORTIVI DOPO LO 0-4

Nonostante il pesante 0-4 con l'Udinese, domenica il pubblico del Sant'Elia non ha mai smesso di incitare la propria squadra ed ha anche riservato applausi ai vincitori.
Per questo motivo il presidente del Cagliari Cellino ha deciso di regalare ai tifosi presenti allo stadio domenica il biglietto per la prossima gara interna con il Brescia.
''Un esempio di civilta' - si legge nel sito del club - una manifestazione di attaccamento ai colori rossoblu' che riafferma i valori perseguiti negli anni dalla societa'''.
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venerdì 4 febbraio 2011

ITALIA, TIFOSO TRAVESTITO DA SCEICCO ALL'OLIMPICO

C'è voglia di arabi a Roma. Senza dubbio le voci di una cordata degli Emirati, e precisamente il gruppo Aabar, pronta a rilevare la Roma non fanno che piacere ai tifosi giallorossi.
Prova ne è questo divertente travestimento organizzato in curva durante l'ultimo match di campionato tra la Roma e il Brescia. Un uomo vestito da sceicco con in mano la sciarpa giallorosso ha infatti scatenato l'ovazione non solo della Curva Sud ma dell'intero stadio.
Peccato che il finto sceicco non abbia portato fortuna alla formazione di Ranieri, bloccata 1-1 dal Brescia.
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venerdì 28 gennaio 2011

ITALIA, A GIUGNO UN FRANCOBOLLO PER IL CENTENARIO DEL BRESCIA

Avra' anche una celebrazione filatelica il centenario del Brescia Calcio.
La Repubblica di San Marino, infatti, emettera' in giugno un francobollo per celebrare la ricorrenza: lo ha annunciato l'Azienda Filatelica di Stato di San Marino.
Il Brescia Calcio fu fondato nel 1911 dalla fusione delle associazione calcistiche Victoria, Unione Sportiva Bresciana e Gimnasium, guidate da Franco Apollonio, con il nome di Football Club Brescia. La squadra fu affidata alla guida tenica di Ettore Bacchelli.
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sabato 2 ottobre 2010

ITALIA, SI CHIAMA OLIMPIA L'AQUILA DELLA LAZIO (VIDEO)

Si chiama Olimpia l'aquila che volerà allo stadio Olimpico prima di ogni gara casalinga della Lazio. La società biancoceleste ha ufficializzato il nome che i tifosi hanno scelto per battezzare la mascotte.
Olimpia, nome fino alla fine in ballottaggio con Vittoria, sorvolerà quindi le teste dei tifosi biancocelesti già a partire dalla gara di domenica pomeriggio contro il Brescia.
Alla prima uscita dell'aquila è arrivato un pareggio contro il Milan. Nulla di più scontato secondo la leggenda, visto che il rapace non ha infatti completato il terzo giro sull'Olimpico.

GUARDA IL VIDEO



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ITALIA: FERMATI BALOTELLI E IL FRATELLO, IN UN CARCERE FEMMINILE SENZA PERMESSO

Nuova disavventura per Mario Balotelli. Secondo quanto ha raccontato all'emittente 'Teletutto' l'agente e sindacalista della funzione pubblica della Cgil Calogero Lo Presti, l'azzurro è stato bloccato nel parcheggio del carcere femminile di Brescia, che il giocatore aveva varcato sprovvisto della necessaria autorizzazione.
Supermario, insieme al fratello naturale Enock, è stato trattenuto per il riconoscimento e, dopo una mezz'oretta, tutto si è risolto con le sue scuse. «Erano le 16, quando abbiamo visto una Mercedes cabrio di grossa cilindrata varcare il cancello. A bordo c'erano due ragazzi». «Dopo qualche minuto - racconta ancora l'agente - ci siamo accorti che uno dei due era Balotelli. Il riconoscimento fisico tuttavia non poteva bastare e così abbiamo proceduto a quello ufficiale. Tanto suo quanto della persona in sua compagnia».
Risultato essere Enock Barwah, il diciassettenne fratello naturale di Mario appunto. Mario ed Enock sono stati trattenuti per circa mezz'ora: «Al termine, entrambi sono apparsi impauriti. Ci hanno spiegato di aver visto il cancello aperto e di essere entrati senza immaginare che per visitare un carcere ci volesse un'autorizzazione speciale. I due hanno aggiunto di essere stati particolarmente incuriositi dal fatto che quello fosse un carcere femminile». A fine disavventura, conclude lo Presti, «Balotelli si è scusato. Parlava a bassa voce. Era un pò abbacchiato».
Insomma dopo essere stato mollato in diretta tv dalla propria ragazza, SuperMario ne ha combinata un'altra delle sue. E stavolta anche con un degno complice.
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domenica 5 settembre 2010

ITALIA: IL POLPO PAUL SI DA' ALLA MODA, DIVENTA UN MARCHIO PER MAGLIE E FELPE

Il polpo Paul torna a far parlare di sè, ma stavolta il campo non centra. Il cefaloide salito alla ribalta per aver pronosticato con esattezza i risultati della Germania, finalista sconfitta nell'ultima Coppa del Mondo, da fine settembre farà il suo ingresso sugli scaffali dei negozi di abbigliamento del BelPaese.
A Brescia, in seguito ad un accordo stipulato dall'ideatore del marchio Alessio Consorte e la Esseci Confezioni di Pontevico, Paul si troverà raffigurato su felpe e T-shirt.
Le immagini dell'animale saranno curate dalla grafica Carlotta Torchia. Una nuova iniziativa finalizzata allo sfruttamento della fama del polpo nel mercato dell'abbigliamento, già 'utilizzato' da diverse aziende in chiave marketing.
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lunedì 2 agosto 2010

ITALIA: IN BRESCIA-LARISSA LA TERZA RISSA PRE-CAMPIONATO

Non si è arrivati ai livelli di Cagliari-Bastia o di Catania-Iraklis, ma nemmeno i minuti finali dell'amichevole tra il Brescia ed il Larissa sono stati un bello spettacolo.
Alla fine nessun problema particolare di ordine pubblico, nè si sono registrati contusi. Ma è stato comunque un «tutti contro tutti» in piena regola, in cui sono stati coinvolti anche alcuni tifosi del Brescia che al termine della gara hanno scavalcato le recinzioni dello stadio 'Grilli' di Storo per cercare di raggiungere i giocatori della squadra greca del Larissa, squadra della serie A greca che era salita in Trentino per mettere alla prova la bontà del lavoro pre-campionato del Brescia. Oggetto della rabbia dei tifosi, ma anche di alcuni dei giocatori del Brescia - che hanno ceduto a quella che è stata l'incredibile escalation di provocazioni messa in atto dagli ellenici - sono stati il numero 4 Dabizas (campione d'Europa 2004) e il numero 8 Puri. Rei rispettivamente di aver innescato la scintilla e di aver fatto incendiare definitivamente gli animi.
Al 20' della ripresa Dabizas si rende protagonista di un brutto fallo su Hetemaj. Risultato: Dabizas espulso e primo accenno di parapiglia con il gioco che riprende soltanto 5 minuti dopo. Fallo dopo fallo, i greci arrivano a pareggiare il gol di Caracciolo al 37' con Puri. Il quale pensa bene di girarsi verso la tribuna e di rivolgersi al pubblico con il dito portato alla bocca per zittirlo. Un gesto che fa irritare notevolmente i tifosi. Al 39' Taddei riporta in vantaggio il Brescia e per i greci c'è ancora il tempo di contare il secondo espulso: al 45' cartellino rosso per Romeu che è autore di una bruttissima entrata su Taddei.
L'arbitro Sguizzato fischia la fine della gara e a quel punto si vede Dabizas, il primo espulso del match che siede in panchina, alzarsi e puntare dritto verso Budel che al momento della sua cacciata dal campo lo aveva colpito. Così si accende una vera e propria rissa ed entrano in scena alcuni tifosi del Brescia. Dieci-dodici sono coloro che riescono a scavalcare la recinzione, un paio di loro entrano in campo e cercano il contatto con i giocatori del Larissa che a loro volta reagiscono. Gli staff, i dirigenti e alcuni addetti al campo intervengono per placare gli animi e placcare qualcuno. Man mano la situazione torna alla normalità e le squadre rientrano negli spogliatoi.
In casa Brescia si cerca di minimizzare. Così l'allenatore Iachini: «Da un certo lato sono contento che sia stata una partita vera, ma loro si sono evidentemente innervositi e sono passati alle maniere forti nel momento in cui noi siamo prima passati in vantaggio e poi ci siamo creati altre opportunità per segnare. Siccome poi non è la prima volta che succedono cose così, si vede che fa parte del loro modo di fare». Così Andrea Caracciolo: «Probabilmente ci tenevano moltissimo a vincere ed erano particolarmente caldi. Hanno giocato come se si fosse trattato della finale di Champions league. Comunque non è successo niente».
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