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giovedì 3 maggio 2012

ITALIA: GENOA-CAGLIARI, TIFOSI AL BAR E AL MUSEO


Il Genoa ha giocato a Brescia a porte chiuse il delicato turno casalingo con il Cagliari, vinto per 2-1, dopo la squalifica del campo e i tifosi si sono organizzati per vedere la partita dividendosi tra il Museo della Fondazione e i bar, dove un club ha offerto tra l'altro maxischermo e cena a base di polenta.
Se la partita si fosse giocata al Ferraris, come previsto inizialmente, molti l'avrebbero seguita fuori dallo stadio organizzandosi con schermi e radio. Invece nessuno ha potuto seguire la trasferta in Lombardia per stare davanti allo stadio.
Presso il Museo del Genoa, la Fondazione Genoa 1893 ha deciso di aprire gratuitamente agli abbonati rossoblù la sede per sostenere la squadra all'interno della sala più ampia dotata di maxischermo. Unica prerogativa la prenotazione, per evidenti motivi di spazio, contattando il Museo stesso.
Anche il club 'Figgi Do Zena' si sono organizzati e la scorsa serata si sono ritrovati presso un bar per seguire la gara su un maxischermo accompagnando la serata con un piatto di polenta taragna.
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sabato 18 giugno 2011

CILE, NAZIONALE COSTRETTA A PORTE CHIUSE DAL PROPRIO CT DOPO FOTO SCANDALO

Il ct della nazionale cilena, Claudio Borghi ha reso noto che d'ora in avanti gli allenamenti in vista della Coppa America si svolgeranno a porte chiuse, come conseguenza dello scandalo mediatico, provocato dalla pubblicazione di alcune foto di vari calciatori che, per scherzo, hanno tolto calzoncini e mutandine ad un loro compagno.
Lo hanno reso noto i media locali.
«La stampa ha praticamente messo insieme un plotone di esecuzione», ha assicurato, indignato, il tecnico argentino che ha anche specificato che «ora si torna ai metodi dell'era Bielsa (il precedente ct della nazionale cilena)», il quale, appunto, non permetteva ai giornalisti di assistere agli allenamenti.
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giovedì 5 maggio 2011

POLONIA: TROPPA VIOLENZA NEL CALCIO, IL PREMIER CHIEDE PARTITE A PORTE CHIUSE

La Polonia non è solo le centinaia di migliaia di pacifici pellegrini ma anche uno dei paesi con il più alto tasso di hooligans. Il problema ha assunto dimensioni preoccupanti, ancor più se si considera che, tra poco più di un anno, la Polonia sarà uno dei due paesi che (altro è Ucraina) ospiteranno gli Europei di calcio.
Le ultime notizie non sono confortanti: l'altro ieri sera, al termine della finale della Coppa nazionale che il Legia Varsavia ha vinto dopo aver battuto in finale il Lech Poznan per 5-4 ai rigori, nello stadio in cui si era appena giocato, quello della città di Bydgoszcz, ci sono state scene di notevole violenza, con i tifosi che hanno invaso il campo, devastandolo, dopo aver fatto altrettanto sugli spalti, visto che sono stati divelti un gran numero di seggiolini.
Così ora il Primo Ministro polacco Donald Tusk ha fatto sapere di voler prendere severi provvedimenti, il primo dei quali potrebbe essere quello di far svolgere le partite di calcio a porte chiuse. Il Premier ha ricordato, in una conferenza stampa tenutasi ieri, che c'erano perplessità relativamente alla disputa della finale di Coppa, relative proprio al problema della sicurezza, ma che poi si era deciso di far svolgere comunque la partita.
«Ora però, insieme alla polizia ed alle varie autorità - ha detto Tusk - abbiamo deciso che tutte gli incontri si svolgano a porte chiuse se non ci saranno garanzie rispetto alla sicurezza. Basta con la violenza». Il Primo Ministro ha anche sottolineato che finora da parte dei club c'è stata poca collaborazione, e che anzi «c'è una strana simbiosi fra le società di calcio e questi gruppi di violenti che espongono i loro simboli».
La federcalcio polacca, dopo aver parlato di «colpo durissimo all'immagine in vista degli Europei», ha comunque stigmatizzato la decisione di far giocare la finale di Coppa ed il fatto che le forze dell'ordine non abbiano garantito le condizioni di sicurezza che sarebbero state necessarie.
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venerdì 23 luglio 2010

TUNISIA, CAMPIONATO INIZIA NEL CAOS: GARE A PORTE CHIUSE E ABBONAMENTI FALSI

Non del tutto tranquillo l' inizio del campionato di calcio in Tunisia. Oggi, in avvio era in programma uno dei match più importanti della stagione tra l'Esperance Sportive de Tunis, detentrice del titolo nazionale e l'Etoile Sportive du Sahel, terza classificata nello scorso torneo.
Gara che però non ha visto la partecipazione del pubblico, giocata a porte chiuse. La squadra della capitale è stata sanzionata per i gravi episodi di violenza che, in occasione dell'ultimo incontro casalingo del campionato precedente, videro i suoi sostenitori scontrarsi con le forze di polizia. In quell'occasione vi furono, oltre a notevoli danni materiali, morti, feriti e numerosi arresti.
Dopo la decisione di far disputare a porte chiuse il match iniziale, c'è però un nuovo problema per la Federazione che deve ora risolvere la questione dei falsi abbonamenti, pare perfettamente contraffatti. E sarebbero molti i tifosi che li avrebbero acquistati a prezzi inferiori di quelli ufficiali. La polizia ha avviato un'inchiesta per giungere all' identificazione dei falsari.
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lunedì 24 maggio 2010

BRASILE: ALLENAMENTO BLINDATO, TIFOSI ARRABBIATI GRIDANO 'ARGENTINA' - BRAZIL: TRAINING BEHIND CLOSED DORS, FANS SHOUT 'ARGENTINA'

Il ct Dunga lo aveva detto mesi fa: sarà un Mondiale diverso, in cui la nazionale brasiliana sarà 'blindata' e non più sempre a disposizione di giornalisti e telecamere come in passato, «perchè al Brasile tutta la confusione attorno alla Selecao è già costato il Mondiale di quattro anni fa. Io non c'ero, ma adesso non voglio ripetere un errore del genere». Dalle parole si è passati ai fatti perchè, con l'inizio del pre-ritiro mondiale a Curitiba, la nazionale non è più aperta con zona mista per tutti, come una volta. Gli accessi ai reporter, e soprattutto alle telecamere, sono molto più limitati e in certi casi scatta il divieto assoluto, come quello nei confronti di inviati di programmi e tg satirici. Tutto ciò ha scatenato le prime proteste dei giornalisti brasiliani, in attesa che il problema si estenda a quelli di tutto il mondo con l'arrivo dei pentacampioni del mondo in Sudafrica.
Nel pomeriggio di ieri almeno 150 persone si sono riunite davanti alle porte (sbarrate) del centro tecnico Cajù per protestare contro il divieto. Nonostante la pioggia, molte persone (in particolare famiglie con bambini) si erano presentate ai cancelli con la speranza di entrare. Invece non è stato così, e a nulla sono valse le proteste e le grida di «vergogna» urlate dalla gente. Due funzionari della federcalcio brasiliana, assistiti da uomini del servizio di sicurezza, sono usciti fuori dal centro per ribadire che l'allenamento della Selecao si doveva svolgere a porte chiuse. A quel punto sono partiti cori ironici al grido di «Argentina, Argentina», che non sono serviti a far cambiare idea al 'gauchò Dunga.
La Cbf ha comunque spedito in sala stampa Gilberto Silva e Dani Alves. «Nel 2006 con la nostra nazionale hanno fatto un'edizione speciale del Grande Fratello, e non potevamo consentire che si ripetesse un fatto del genere», ha detto il portavoce della federcalcio brasiliana Rodrigo Paiva.


Coach Dunga said months ago: it will be a different World Cup, where Brazil will be reinforced and not always available to reporters and cameras as before, "because in Brazil all the confusion around the Selecao has already cost the World Cup four years ago. I was not there, but I do not want to repeat such an error". From simple words to facts because, with the start of pre-retirement in Curitiba, national team is not more open with mixed zone for all, as once. Access to reporters, especially the cameras, are much more limited and in some cases triggered the ban such as that against reporters of satirical news programs . This has triggered the first protests of journalists in Brazil, until the problem extends to those around the World Cupwith at the arrival of pentacampeao in South Africa.
Yesterday afternoon at least 150 people gathered outside the doors (locked) of Caju, technical center, to protest for the ban. Despite the rain, many people (especially families with children) were submitted to the gates, hoping to enter. Instead, it wasn't so, and no effects did protests and cries of "shame" shouted by people. Two officials of the Brazilian Football Association, assisted by men of the security service, have left out from the center to confirm that the training of Selecao had to play behind closed doors. At that point fans started to cry ironic chorus of "Argentina, Argentina", which wasn't useful to change Gaucho Dunga's mind.
The CBF has still sent in the press room Gilberto Silva and Dani Alves. "In 2006 with our national have made a special edition of Big Brother, and could not allow a repetition of an event like this", said brazilian FA spokesman Rodrigo Paiva.
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