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mercoledì 7 marzo 2012

FRANCIA: SUPERTASSA SU RICCHI, IL CALCIO SI RIBELLA

Il mondo del calcio francese si sta rivoltando contro la proposta di Francois Hollande di tassare il 75% dei redditi superiori a un milione di euro, nel caso in cui dovesse essere eletto presidente della Repubblica.
La misura colpirebbe almeno una cinquantina di calciatori della Ligue 1, in particolare dei club di Parigi, Marsiglia, Lione e Lille. Molto preoccupato è Michel Seydoux: per il presidente del Lille, intervenuto sul quotidiano Le Parisien, la misura di Hollande potrebbe a lungo termine causare «la morte del calcio francese».
Sul sito del quotidiano è intervenuto anche Christophe Jallet, che al Paris Saint Germain guadagna 100 mila euro lordi al mese: «Non ho derubato nessuno per questo - ha detto Jallet - Mi sembra che si stia sparando su quanti fanno fortuna nella vita».
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domenica 23 gennaio 2011

INGHILTERRA: IL 'MIRROR' CONTRO ROONEY E COLLEGHI, ACCUSE DI ELUSIONE FISCALE

C'è anche Wayne Rooney nella lista delle stelle della Premier League finite nel mirino del fisco britannico: il sospetto è che certi contratti sui «diritti d'immagine» - «non chiari» - consentano ai calciatori d'Oltremanica di non pagare tasse su guadagni milionari.
L'accusa è stata lanciata dal tabloid Mirror che ha denunciato un sistema largamente in uso nel calcio britannico, «legale sul piano tributario ma discutibile su quello etico». Parte dello stipendio di Rooney, per esempio, che ha un contratto con lo United da 240mila euro alla settimana, viene pagato dallo United alla società che gestisce i diritti d'immagine del giocatore.
Così Wazza, direttore unico della suddetta società, può beneficiare di un'aliquota estremamente più favorevole. Un espediente che - in tempo di crisi e licenziamenti come imposto dall'ultima finanziaria di Westminster - rischia di metterlo ancor più in cattiva luce dopo i recenti scandali sessuali.
Ma Rooney non è l'unico campione della Premier a ricorrere a questo sistema di pagamento: l'elenco comprende anche Gareth Barry, Ashley Cole, Rio Ferdinand, Theo Walcott, David James, Michael Owen, Andy Carroll e Jack Wilshere.
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lunedì 20 settembre 2010

ITALIA: 'SALVIAMO MARADONA', GRUPPO SU FACEBOOK INGAGGIA LEGALE PER I PROBLEMI COL FISCO

La mobilitazione dei tifosi è partita dal popolo di Facebook: il gruppo 'Salviamo Maradona' ha dato incarico ad un avvocato napoletano di aiutare il campione argentino nei problemi con il fisco italiano.
A darne notizia è lo stesso legale, Angelo Pisani, presidente dell'associazione 'Noi consumatori.it'. «Maradona - dice Pisani - dovrebbe oggi al fisco complessivamente 37 milioni 200 mila euro e qualche spicciolo. Di questi però, poco più di 13 milioni sono tasse risalenti agli anni '88, '89 e '90; per il resto si tratta di interessi e spese».
Per il legale, «il ricorso è ammissibile e fondato, perchè ci sono dei difetti nella procedura di riscossione ed il debito potrebbe essere risolto, anche con un ulteriore definizione bonaria tra le parti» . Persino il sequestro dell'orecchino e dell'orologio di Diego Armando Maradona, finiti all'asta, si sarebbe - secondo il legale - potuto impugnare e tentare di far valere le regole del diritto, provando poi a giungere ad una conciliazione della controversia.
Se il ricorso venisse accolto, è il sogno del gruppo di sostenitori, «Maradona il 30 ottobre potrebbe chiarire la sua posizione col fisco e festeggiare a Napoli, al San Paolo, i suoi 50 anni e, chissà, magari pensare di tornare da queste parti come aveva detto durante il Mondiale».
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venerdì 6 agosto 2010

BOLIVIA: LA FEDERCALCIO NON PAGA TASSE, BENI CONFISCATI

Il governo della Bolivia sequestrerà tutti i beni della Federazione calcio boliviana: il servizio nazionale delle Imposte ha annunciato per settembre il provvedimento, necessario per coprire un debito fiscale che lo Stato vanta nei confronti della Federazione, pari a 3,5 milioni di dollari.
Oggetto del sequestro saranno la sede della federazione, a Cochabamba, il cui valore è stato stimato in circa 700.000 dollari, gli uffici di La Paz e tre automobili; saranno inoltre congelati cinque conti correnti bancari della Federazione. I
beni non sono comunque sufficienti a coprire il debito fiscale che, viene spiegato, si accumula ormai da una ventina di anni.
La Federazione sta cercando in tutti i modi di incorrere nelle misure del governo, ed i suoi dirigenti chiesto un incontro con il presidente della Repubblica Evo Morales, ma fino ad ora non hanno ricevuto risposta.
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