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venerdì 15 giugno 2012

BRASILE: CASSANO SU GAY E' LA NOTIZIA PIÙ CLICCATA

«Cassano accende la polemica sui giocatori gay nella Nazionale italiana». Gli echi delle ultime dichiarazioni di Fantantonio sono arrivati anche in Brasile, dove risultano essere la notizia più letta sui vari siti sportivi del network Rete Globo.
Nel testo in portoghese viene riportata testualmente la parola «froci» pronunciata dal barese, e viene spiegato che si tratta di un'espressione volgare per designare gli omosessuali. I brasiliani si sono molto divertiti per quella che definiscono «la fuga dal protocollo» di Cassano, «che invece di parlare dei tre punti, in un'intervista molto poco convenzionale, ha parlato di omosessuali».
Anche in Brasile si è molto discusso di calciatori gay: venne fatto il nome di Richarlyson, esterno sinistro dell'Atletico Mineiro in passato nel mirino della Roma, che minacciò azioni legali. Tutti ricordano il caso di Jorge Josè dos Santos, detto 'Margarida', arbitro di serie A ed omosessuale dichiarato, che nel 1995 morì di Aids.
Sconta tuttora pregiudizi ed omofobia il pallavolista Michael, del Futuro di San Paolo: da quando ha fatto 'outing' su molti campi per lui è un insulto continuo.
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venerdì 2 marzo 2012

SPAGNA; ASSOCIAZIONE GAY ACCUSA MOURINHO DI OMOFOBIA

La Federazione gay-lesbica europea dello sport (Eglsf) ha accusato di «omofobia» l'allenatore del Real Madrid Josè Mourinho per alcune parole intercettate da una tv privata spagnola durante un allenamento a Mosca lunedì alla vigilia della partita di Champions coni il Cska.
«Ma questi 'maricones' ci dicono con che pallone giochiamo?», era sbottato il portoghese mentre palleggiava nello stadio Luzhniki. Non si sa a chi si riferisse, se ai responsabili russi o ai rappresentanti dell'Uefa. In spagnolo «maricon» è un termine spregiativo riferito agli omosessuali.
La copresidente della Eglsf Louise Englefield - ha scritto il giornale As - ha chiesto che l'Uefa punisca il portoghese. «L'omofobia è inaccettabile nel calcio, e ancora di più sulla bocca di una figura nota. Siamo profondamente delusi dal signor Mourinho - ha affermato - che usa termini omofobi nell'esercizio delle sue funzioni e in occasione di una partita internazionale».
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giovedì 11 novembre 2010

CALCIO E GAY: L'INVITO DI GOMEZ E LE SCUSE DELLA FEDERAZIONE CROATA

Gay nel mondo del pallone. Un argomento che suscita un ingiustificato imbarazzo in tanti calciatori e addetti ai lavori incapaci di dichiarare apertamente i loro gusti sessuali. Ancora troppo forte l'ostrascismo di un ambiente dominato dai valori maschilisti.

Nella giornata di ieri hanno guadagnato gli onori della cronaca due dichiarazioni al riguardo: quella del centravanti del Bayern Monaco Mario Gomez e, in serata, le scuse del presidente della Federcalcio croata Vlatko Markovic.
«Colleghi gay, fate coming out». Sono state le parole di Gomez che ha invitato i colleghi omosessuali ad uscire allo scoperto. «Giocherebbero con maggiore libertà. Essere gay non è un tabù da tanto tempo», ha detto la punta in un'intervista al magazine tedesco Bunte. «Abbiamo già il vicecancelliere che è gay, proprio come il sindaco di Berlino», dice riferendosi al ministro degli esteri, Guido Westerwelle, e al primo cittadino della capitale, Klaus Wowereit.

In Croazia invece, sul sito della Federcalcio è apparso un documento a firma del Presidente dopo il polverone per alcune sue recenti affermazioni sul quotidiano Vecernji List ritenute omofobe e che sono state per questo stigmatizzate dalle associazioni di gay e lesbiche. «Mi scuso con tutti quelli che si sono sentiti offesi da alcuni passaggi della mia intervista. Sono mortificato per il fatto che alcune mie dichiarazioni siano state in parte male interpretate. Non era mia intenzione offendere nessuno. Non ho nulla contro gli appartenenti a minoranze in generale, e tantomeno contro gli omosessuali». Nell'intervista al giornale Markovic aveva detto di essere contrario all'inclusione nella nazionale di calcio croata di giocatori omosessuali, sottolineando che «per fortuna solo chi gode di buona salute gioca al calcio».
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martedì 12 ottobre 2010

ITALIA, BLASI: "DOPO LA ROMA TOTTI SARA' FORSE ATTORE"

"Io e lui in una sit com? Potrebbe essere un'idea carina''. Ilary Blasi parla in esclusiva con 'A', il settimanale diretto da Maria Latella, in edicola da mercoledi' 13 ottobre. E dice: ''Vedremo, chissa', quando Francesco smettera' di giocare... Se ci sara' la proposta, perche' no?''.
Poi passa al suo programma. ''Le Iene bollite? A me sembrano sempre pimpanti. Certo, forse il programma e' troppo lungo, tre ore sono tante da seguire e da riempire di servizi che siano sempre forti. Non e' che ogni settimana puoi fare lo scoop''.
E a proposito del servizio in cui si scherzava sull'omosessualita' nel mondo del calcio, dice di essere convinta che il fenomeno sia reale: ''Non ci credo che in tutta la serie A, la B e la C non ci siano gay. E' un ambiente maschile, allenatori, fisioterapisti, calciatori, massaggiatori, ma dai, non ci prendiamo in giro. Pero' non si deve sapere, nessuno lo ammette. Ma il settore e' intoccabile, per il popolo il calcio e' maschio''.
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