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martedì 21 dicembre 2010

SPAGNA: DI NUOVO MOURINHO, E LA LISTA DEI 13 TORTI ARBITRALI SUBITI

Jose' Mourinho chiude l'anno con una vittoria e un attacco agli arbitri, binomio non inconsueto, dopo l'1-0 del Real Madrid sul Siviglia, che lo riporta a due punti di distanza dal Barcellona.
"Non sono sotto pressione" dice il tecnico. "Pero', quel che mi stanca un po' e' difendere la squadra da queste cose qui", ha aggiunto mostrando un foglio nel quale aveva fatto la conta degli errori dell'arbitro Gomez a sfavore delle merengues: 13 in tutto.
"Se mi metto a specificare questa lista" ha aggiunto Mourinho, "non sono sulla panchina per la prossima partita, e io voglio stare con i miei". Il tecnico portoghese è stato già squalificato per due giornate, in Spagna, per aver offeso l'arbitro durante una partita di Coppa del Re.
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giovedì 11 novembre 2010

CALCIO E GAY: L'INVITO DI GOMEZ E LE SCUSE DELLA FEDERAZIONE CROATA

Gay nel mondo del pallone. Un argomento che suscita un ingiustificato imbarazzo in tanti calciatori e addetti ai lavori incapaci di dichiarare apertamente i loro gusti sessuali. Ancora troppo forte l'ostrascismo di un ambiente dominato dai valori maschilisti.

Nella giornata di ieri hanno guadagnato gli onori della cronaca due dichiarazioni al riguardo: quella del centravanti del Bayern Monaco Mario Gomez e, in serata, le scuse del presidente della Federcalcio croata Vlatko Markovic.
«Colleghi gay, fate coming out». Sono state le parole di Gomez che ha invitato i colleghi omosessuali ad uscire allo scoperto. «Giocherebbero con maggiore libertà. Essere gay non è un tabù da tanto tempo», ha detto la punta in un'intervista al magazine tedesco Bunte. «Abbiamo già il vicecancelliere che è gay, proprio come il sindaco di Berlino», dice riferendosi al ministro degli esteri, Guido Westerwelle, e al primo cittadino della capitale, Klaus Wowereit.

In Croazia invece, sul sito della Federcalcio è apparso un documento a firma del Presidente dopo il polverone per alcune sue recenti affermazioni sul quotidiano Vecernji List ritenute omofobe e che sono state per questo stigmatizzate dalle associazioni di gay e lesbiche. «Mi scuso con tutti quelli che si sono sentiti offesi da alcuni passaggi della mia intervista. Sono mortificato per il fatto che alcune mie dichiarazioni siano state in parte male interpretate. Non era mia intenzione offendere nessuno. Non ho nulla contro gli appartenenti a minoranze in generale, e tantomeno contro gli omosessuali». Nell'intervista al giornale Markovic aveva detto di essere contrario all'inclusione nella nazionale di calcio croata di giocatori omosessuali, sottolineando che «per fortuna solo chi gode di buona salute gioca al calcio».
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