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giovedì 5 maggio 2011

POLONIA: TROPPA VIOLENZA NEL CALCIO, IL PREMIER CHIEDE PARTITE A PORTE CHIUSE

La Polonia non è solo le centinaia di migliaia di pacifici pellegrini ma anche uno dei paesi con il più alto tasso di hooligans. Il problema ha assunto dimensioni preoccupanti, ancor più se si considera che, tra poco più di un anno, la Polonia sarà uno dei due paesi che (altro è Ucraina) ospiteranno gli Europei di calcio.
Le ultime notizie non sono confortanti: l'altro ieri sera, al termine della finale della Coppa nazionale che il Legia Varsavia ha vinto dopo aver battuto in finale il Lech Poznan per 5-4 ai rigori, nello stadio in cui si era appena giocato, quello della città di Bydgoszcz, ci sono state scene di notevole violenza, con i tifosi che hanno invaso il campo, devastandolo, dopo aver fatto altrettanto sugli spalti, visto che sono stati divelti un gran numero di seggiolini.
Così ora il Primo Ministro polacco Donald Tusk ha fatto sapere di voler prendere severi provvedimenti, il primo dei quali potrebbe essere quello di far svolgere le partite di calcio a porte chiuse. Il Premier ha ricordato, in una conferenza stampa tenutasi ieri, che c'erano perplessità relativamente alla disputa della finale di Coppa, relative proprio al problema della sicurezza, ma che poi si era deciso di far svolgere comunque la partita.
«Ora però, insieme alla polizia ed alle varie autorità - ha detto Tusk - abbiamo deciso che tutte gli incontri si svolgano a porte chiuse se non ci saranno garanzie rispetto alla sicurezza. Basta con la violenza». Il Primo Ministro ha anche sottolineato che finora da parte dei club c'è stata poca collaborazione, e che anzi «c'è una strana simbiosi fra le società di calcio e questi gruppi di violenti che espongono i loro simboli».
La federcalcio polacca, dopo aver parlato di «colpo durissimo all'immagine in vista degli Europei», ha comunque stigmatizzato la decisione di far giocare la finale di Coppa ed il fatto che le forze dell'ordine non abbiano garantito le condizioni di sicurezza che sarebbero state necessarie.
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martedì 25 gennaio 2011

POLONIA, CON EURO 2012 PRONTI 30.000 NUOVI POSTI DI LAVORO

In occasione del campionato di calcio Euro 2012, nasceranno in Polonia, secondo il premier polacco Donald Tusk, 30 mila nuovi posti di lavoro. Parlando a una conferenza stampa oggi a Danzica davanti al nuovo stadio ancora in costruzione, Tusk ha assicurato che in Polonia non ci sono ritardi nella realizzazione degli stadi e nella ristrutturazione degli aeroporti necessari per offrire servizi all'altezza ai tifosi in arrivo.
Euro 2010 si svolgerà fra Polonia e Ucraina fra meno di 500 giorni. Tusk ha però ammesso che per l'inizio del campionato a giugno 2012 non sarà pronta la rete autostradale nazionale che il governo polacco avrebbe voluto nelle intenzioni ultimare in tempo per l'importante appuntamento sportivo.
Secondo quanto indicano i media polacchi, entro il 2013 dovrebbero essere costruiti solo 994 chilometri delle nuove autostrade invece dei 1.800 chilometri progettati. Stando a Eurostat, le autostrade costituiscono attualmente solo lo 0,2% di tutta la rete stradale in Polonia, mentre la media europea è di 1,5%.
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