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giovedì 5 luglio 2012

GERMANIA: LA BILD CONTRO GIOCATORI TEDESCHI, NON CANTANO L'INNO

Oltre ai due gol di Balotelli, c'è stata un'altra immagine che ha turbato i tedeschi nella semifinale degli europei di calcio tra Italia e Germania: alcuni giocatori dell'undici di Loew non hanno cantato l'inno nazionale.
Non avremo mica perso per mancanza di spirito patriottico, si chiede polemico il Bild? E il Tabloid lancia un sondaggio in proposito. «Avevamo perso già dall'inno», titola Bild un articolo sulla questione. Mentre gli italiani - compreso Balotelli, sottolinea il tabloid - cantavano partecipi il loro inno, Jerome Boateng, Sami Khedira, Lukas Podolski e Mesut Oezil - tutti giocatori le cui famiglie hanno un passato migratorio - se ne sono stati zitti.
«Hanno il passaporto tedesco ma si rifiutano di cantare l'inno. Non è possibile», attacca Bild. «Fammi vedere come canti e io ti dirò come giochi», parafrasa il tabloid. Intanto al referendum sul sito internet hanno risposto finora oltre 77mila persone. Per il 78% dei partecipanti ai giocatori della nazionale deve essere imposto il canto dell'inno prima della partita, come proposto da alcuni politici. Chissà cosa ne pensa l'allenatore Joachim Loew: sarebbe pronto a non far giocare quelli che non vogliono cantare?
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martedì 29 maggio 2012

SERBIA: LJAJIC NON CANTA INNO, CACCIATO DALLA NAZIONALE

Adem Ljajic, attaccante della Fiorentina, è stato espulso dalla nazionale serba per essersi rifiutato di cantare l'inno prima dell'amichevole di sabato scorso con la Spagna, persa per 2-0. La decisione è stata presa da Sinisa Mihajlovic, neo ct della Serbia ed ex tecnico dei viola, e confermata oggi dalla federcalcio locale.
 «Cantare l'inno nazionale della Serbia prima di un incontro è uno dei punti del codice di condotta che Ljajic, con la sua firma, ha accettato», si legge nel comunicato della Fss.  «Le porte della nazionale non sono chiuse per sempre per Ljajic», ha continuato la Federazione «Ma il giocatore -ha aggiunto- deve informare il tecnico di avere cambiato la sua posizione per poter essere chiamato di nuovo».
Dopo essersi insediato nel suo ruolo di ct Mihajlovic ha stabilito un nuovo codice per i giocatori che prevede l'obbligo di cantare l'inno serbo. Mihajlovic ha incontrato l'altro ieri Ljajic, al quale ha chiesto le ragioni del suo rifiuto. Il giocatore della Fiorentina ha spiegato al tecnico che per «motivi personali» non canterà l'inno serbo nemmeno in futuro e «Mihajlovic gli ha detto di andare a casa», ha reso noto la federcalcio serba, che ha espresso poi «pieno supporto» al nuovo ct.
Ljajic è nato e cresciuto a Novi Pazar, una città a prevalenza musulmana nella regione del Sangiaccato, ai confini con il Kosovo. A più riprese la popolazione locale si è mostrata critica nei confronti del 'centralismo' di Belgrado poco attento alle richieste locali di maggiore autonomia.
Non è la prima volta che il giocatore della Fiorentina ha problemi con i tecnici che lo allenano. Clamoroso, quest'anno, il caso che ha portato al licenziamento in tronco di Delio Rossi da parte della società dei Della Valle: il tecnico aggredì Ljaijc che lo aveva applaudito ironicamente dopo una sostituzione durante la partita di campionato contro il Novara. Per questo motivo Rossi sta scontando una squalifica di tre mesi e il giocatore è stato messo fuori squadra.
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sabato 4 settembre 2010

ITALIA: GAFFE RAI, STALLONE OSCURA IL GOL DELLA NAZIONALE (VIDEO)

«Sylvester Stallone ha portato fortuna all'Italia. Lo spot di 'The Expendables', oscurando senza volerlo il gol degli azzurri, ha avuto influssi positivi su una nazionale fino a quel momento zoppicante, facendola tornare la squadra efficiente e vincente dei tempi dei campioni del mondo. Stallone, insomma, ha portato fortuna agli azzurri e l'Italia ha fatto gol».
Massimo Ferrero, presidente di Ellemme Group che co-produce il film 'Expendables', distribuito in Italia da 01 Distribution (Rai), commenta così l'involontaria 'gaffe' della Rai, che ieri sera ha oscurato il gol del pareggio dell'Italia contro l'Estonia mandando in onda lo spot del film di Stallone.
Un cambio rapido, la battuta di Pirlo ancor più veloce, e il colpo di testa: «Cassano gol», ha gridato secco il telecronista Bruno Gentili appena la regia gli aveva restituito la linea. «I minispot hanno delle regole precise - racconta Gentili spiegando il meccanismo dell'infortunio di ieri sera, l'oscuramento del pari azzurro - Si chiamano solo sulle sostituzioni o su infortuni con intervento dei medici in campo. Ieri al 60' non era stato mandato in onda ancora alcun messaggio, dei tre previsti. Quando la panchina azzurra ha chiamato il cambio Pepe-Quagliarella, il coordinamento dal pullman regia a sua volta mi ha chiamato lo spot, dieci secondi in tutto. Appena Quagliarella è entrato, Pirlo ha battuto: siamo tornati in diretta sul pallone in rete e l'esultanza».
Il direttore di Rai Sport, Eugenio De Paoli, sentitosi questa mattina con il direttore generale Mauro Masi, ha chiesto scusa ai telespettatori e si è impegnato affinchè episodi del genere non abbiano più a ripetersi. È quanto si legge in una nota ufficiale diffusa da Viale Mazzini.

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venerdì 3 settembre 2010

FRANCIA: BLANC DISTRIBUISCE AI SUOI IL TESTO DELLA MARSIGLIESE

Il nuovo ct della nazionale francese, Laurent Blanc, che ha fatto dell«'orgoglio di indossare la maglia» uno dei punti cardine della sua gestione, ha raccontato oggi di aver invitato i suoi giocatori a cantare la Marsigliese prima del fischio d'inizio delle partite.
Non solo: li ha aiutati nell'impresa distribuendo loro foglietti con le parole scritte dell'inno nazionale. «La gente ci tiene molto - ha spiegato oggi al centro tecnico di Clairefontaine l'ex campione del mondo - personalmente li ho incitati a cantare la Marsigliese. Ho dato loro le parole perchè alcuni non le conoscevano e non potevano cantare. Dopo, ognuno è libero di fare quello che vuole. Sanno come la penso: se l'inno nazionale del proprio paese lo si conosce, è meglio cantarlo».
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