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giovedì 14 giugno 2012

ITALIA: A CAPELLO DIPLOMA HONORIS CAUSA IN STRATEGIE DELLO SPORT

Diploma 'Honoris causa' per Fabio Capello. Il diploma è stato consegnato all'ex ct della nazionale inglese a Milano durante la cerimonia di cosnegna dei diplomi alla 7° classe del Master in Strategie per il Business dello Sport, che dal prossimo anno diventa Master Universitario di I livello entrando a far parte della Challenge School di Cà Foscari.
«È un riconoscimento che mi da grande orgoglio e soddisfazione -ha sottolineato Capello- e ai ragazzi che da oggi si apprestano ad entrare nel mondo del lavoro dico di non arrendersi alle prime difficoltà, il talento va coltivato con sacrificio e dedizione, ogni giorno e, cosa più importante, è necessario capire qual è l'identità della squadra in cui si gioca, l'azienda, e il campo di gioco, ovvero il mercato».
Alla consegna presente anche Raffaele Pagnozzi, segretario generale del Coni, che ha tenuto a sottolineare come lo sport italiano sia ora tutto concentrato alle prossime Olimipiadi di Londra «cui guardiamo con fiducia -ha detto- perchè sappiamo di avere talento».
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martedì 17 aprile 2012

ITALIA, NASCE LICEO SCIENTIFICO DELLA JUVENTUS

Nasce il Liceo Scientifico delle Scienze applicate della Juventus. Dopo aver realizzato il nuovo stadio, il club bianconero taglia per primo in Italia un altro traguardo lanciando un progetto educativo per accompagnare i ragazzi del settore giovanile (dai Giovanissimi Nazionali di 14 anni di età fino alla Primavera) nel loro percorso scolastico.«Abbiamo constatato difficoltà nel conciliare l'attività sportiva con il regolare ed efficace apprendimento scolastico - spiega l'amministratore delegato della Juve, Beppe Marotta - Nelle giovanili, abbiamo 300 ragazzi che le famiglie ci hanno affidato e verso di loro abbiamo una responsabilità che va oltre il campo, fino alla sfera umana e personale».
ra i ragazzi che praticano sport ad alto livello, in questo caso calcio, c'è una forte dispersione scolastica per il grande impegno che viene richiesto. Frequentando regolarmente gli studi, i ragazzi potranno così avere una carta in più a disposizione nel mondo del lavoro. La Juve ha mutuato l'esempio da altri paesi europei, come Francia, Inghilterra, Spagna e Stati Uniti dove si conciliano sport e scuola, entrambi di eccellenza.
«Un buon calciatore parte da una buona testa; al contrario ci si fa selezione da sè» ricorda Marotta. Dal prossimo anno scolastico - in collaborazione con la Fondazione Agnelli e l'Istituto Edoardo Agnelli, che curerà la didattica - partirà così il ciclo di studi con i primi tre anni, dalla prima alla terza superiore per poi proseguire con la quarta e la quinta. Al termine del ciclo, gli atleti-studenti conseguiranno il Diploma di Scuola secondaria di secondo grado.
La sede delle lezioni - 30 ore di didattica più 9 di allenamento settimanali per il triennio, 27 + 9 per il biennio - sarà all'interno del centro sportivo di Vinovo (Torino), in attesa della realizzazione di una vera e propria foresteria che potrà accogliere anche logisticamente i ragazzi. «I giovani che dedicano molto tempo allo sport non chiedono alla scuola altre ore di educazione fisica, ma una scuola che eserciti la mente a pensare» sottolinea Don Alberto Zanini, direttore dell'Istituto Agnelli. Il direttore della Fondazione Agnelli aggiunge: «Il progetto ci è piaciuto per l'aspetto formativo e perchè colma un gap con altri paesi europei. Assicura infatti un'istruzione di qualità ai giovani che vogliono intraprendere una carriera nel mondo dello sport professionale». E l'idea per il futuro è ancora più ambiziosa, rivela Marotta: «Creare un domani una università a marchio Juventus, come succede negli Stati Uniti».
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mercoledì 14 luglio 2010

ITALIA, BALOTELLI PROMOSSO COL MINIMO (60/100), MATURITA' ANCHE PER SANTON (62/100)

Deve decidere se continuare a giocare con l'Inter o provare un'esperienza all'estero. Ma come la gran parte dei suoi coetanei Mario Balotelli ora ha anche un altro pensiero: scegliere se e a quale università iscriversi.
Si è infatti ufficialmente diplomato all'istituto commerciale a indirizzo giuridico-economico-aziendale, ossia la vecchia ragioneria, superando l'esame di maturità con il minimo dei voti, 60 su 100, poco meno del compagno di squadra e di banco Davide Santon, che ha chiuso con 62.
Il tema era andato «molto bene», gli altri scritti e l'orale (con una tesina sul calcio) un pò meno. Così Balotelli nei giorni scorsi ha provato a chiedere il voto in anteprima, ma all'Istituto Milano sono stati ferrei: «Le regole sono uguali per tutti, devi aspettare mercoledì», il giorno dei quadri.
Oggi alle 7.45, quando si preparava per andare all'allenamento, Balotelli ha ricevuto la telefonata della direttrice Attilia Ferrari: «Mario ce l'hai fatta, hai preso 60». Un urlo di gioia, «ora posso fare qualsiasi lavoro!», poi l'interista ha subito telefonato ai genitori, a cui aveva promesso di portare a termine il corso di studi.
L'anno scorso aveva dovuto saltare l'esame di maturità per gli impegni con l'Under 21 e l'Inter. Quindi alla sorella ha confidato: «Sono davvero contento, e ora vorrei iscrivermi all'università».
Potrebbe essere un indizio, ma in realtà l'attaccante non ha ancora deciso se restare all'Inter o emigrare in Inghilterra. «Spero che rimanga in Italia e gli consiglio di iscriversi alla facoltà di scienze motorie: sarebbe perfetta per un atleta professionista come lui», osserva la direttrice dell'istituto. Se, come diversi altri sportivi, sceglierà l'Università Cattolica di Milano, dovrà iscriversi al test d'ammissione: uno sprint sui 100 metri, un percorso misto in palestra, salto in alto o in lungo e getto del peso, per superare la concorrenza e strappare uno dei 200 posti disponibili. «Ce la può fare ancora: alla maturità Mario ha preso il minimo ma ha finito con dignità perchè ha cercato di conciliare gli impegni calcistici con lo studio e nessuno gli ha regalato nulla», assicura la direttrice mentre i suoi alunni scorrono i quadri esplodendo in gioia o lacrime a seconda dell'esito, e anche qualche protesta.
Dieci dei 63 esaminati sono stati bocciati, inclusi due dei cinque giocatori della Primavera nerazzurra (il centrocampista Joel Obi è stato il migliore, con 67/100). «Ho fatto sempre di tutto affinchè questi campioni a scuola si sentissero solo allievi, ragazzi come tutti gli altri - conclude la direttrice - E infatti come tutti gli altri Mario si è preso le sue note ed è stato anche punito con un giorno di sospensione al terzo anno»
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