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lunedì 30 maggio 2011

ITALIA, BLITZ DI GREENPEACE DURANTE INTER-PALERMO: "FERMIAMO IL NUCLEARE"

Blitz degli ambientalisti di Greenpeace nel corso della finale di Coppa Italia tra Inter e Palermo ieri allo stadio Olimpico di Roma. Alcuni attivisti, durante il primo tempo dell'incontro, hanno calato dalla copertura della Tribuna Tevere un grande striscione con la scritta «Da Milano a Palermo fermiamo il nucleare», firmato Greenpeace.
Non appena è comparso lo striscione, scritta nera su sfondo giallo, gli uomini della Questura di Roma si sono subito allertati per capire come intervenire e far rimuovere lo slogan. Il messaggio di Greenpeace si riferisce al prossimo referendum del 12-13 giugno, in cui gli italiani saranno chiamati a votare sì o no al nucleare.
Lo striscione di Greenpeace contro il nucleare, spiegano dalla Questura di Roma, non è stato introdotto nell'impianto a ridosso del fischio d'inizio della finale di Coppa Italia tra Inter e Palermo. Le notevoli dimensioni, infatti, ne avrebbero sicuramente permesso l'individuazione nel corso delle operazioni di filtraggio e prefiltraggio.
Per la rimozione in sicurezza, e per l'identificazione degli attivisti (due dei quali appesi con dei tiranti allo striscione per renderlo perfettamente leggibile), si è atteso il termine dell'incontro per evitare criticità e situazioni di pericolo per il pubblico presente sugli spalti.  Gli attivisti, tra cui quattro cittadini svizzeri (S.A., D.S., L.D. W.M.P.), un tedesco (N.A.M.), e due italiani (N.L. E S.N.), di età compresa tra i 23 e i 44 anni, sono stati bloccati a conclusione della gara, denunciati e sottoposti a Daspo per la durata di 3 anni.
La grossa scritta comparsa all'Olimpico, in un primo momento non era stata inquadrata dalle telecamere della Rai che trasmettono la finale. All'inizio del secondo tempo la tv pubblica ha mostrato chiaramente lo striscione, con una ripresa da dietro la porta difesa dal portiere dell'Inter, Julio Cesar.
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giovedì 31 marzo 2011

RUSSIA: GROZNY vs RAPPR. BRASILE, CHIESTO AI CARIOCA DI FAR FARE BELLA FIGURA AGLI AVVERSARI

L'ex campione del mondo brasiliano Raì ha confessato nel suo sito di essersi pentito di aver giocato l'8 marzo a Grozny l'amichevole tra una rappresentativa brasiliana e un team guidato dal presidente ceceno Ramzan Kadyrov.
L'ex centrocampista, vincitore del massimo trofeo calcistico nel 1994, ha definito il match come «un evento di carattere politico e populista». «Mi sentivo a disagio durante tutta la partita e volevo nascondermi da tutti, compreso da me stesso», scrive il calciatore, sostenendo di aver saputo solo poche ore prima della partita che gli avversari sarebbero stati il presidente ceceno ed esponenti del suo entourage.
«Ci hanno pregato - spiega - di non giocare al massimo visto che la partita doveva aveva un carattere scherzoso». Circostanza negata da Alvi Kerimov, portavoce del leader ceceno. La partita, finita 6-4 per i brasiliani, è stata di fatto una farsa, nella quale tutti i giocatori cercavano di propiziare le conclusioni di Kadyrov, oggetto delle ovazioni del pubblico.
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martedì 14 dicembre 2010

ITALIA, E' ADRIANO IL "BIDONE D'ORO 2010"

Adriano fa triplete. Dopo il ritorno in Italia alla Roma, l'Imperatore (o forse sarebbe il caso di dire l'ex-Imperatore) si aggiudica per la terza volta il Bidone d'oro. Il premio, messo in palio dalla trasmissione Catersport su RadioRai "premia" il più grande flop dell'anno in Serie A.
Ovviamente il poco ambito riconoscimento va a quei calciatori acquistati con aspettative importanti e poi rivelatisi fiaschi assoluti.
Il Brasiliano della Roma ha praticamente doppiato il secondo classificato Amauri. Al terzo posto è Ronaldinho a completare il podio carioca (guarda qui la classifica dei primi dieci posti). Gli ascoltatori hanno scelto da una lista di dieci bidonabili selezionati da una giuria di esperti.
Adriano succede a Felipe Melo (2009), Quaresma (2008), allo stesso attaccante ai tempi dell'Inter (2006-2007), a Vieri (2005), Legrottaglie (2004) e a Rivaldo (2003).
Oltre 18.000 i voti espressi sul sito di Radio 2 ma soprattutto nelle decine di seggi sparsi in tutta Italia.
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sabato 21 agosto 2010

ITALIA, SMS MAFIOSI IN TV DURANTE ‘QUELLI CHE IL CALCIO’

Oltre ai consueti commenti ‘pallonari’ dei telespettatori, sfottò e complimenti per la trasmissione c’erano veri e propri messaggi cifrati ai boss mafiosi che scorrevano in sovrimpressione nel corso del contenitore domenicale di ‘Quelli che il calcio’.
Uno stratagemma che consentiva la comunicazione ai detenuti in regime di 41bis attraverso messaggi insospettabili, come “Tutto ok, Paolo” comprensibili, ovviamente, solo dai destinatari
E' quanto ha riferito l'ex procuratore nazionale antimafia aggiunto, Enzo Macrì, nel corso di un'audizione alla Commissione parlamentare antimafia.
La Rai e i responsabili di ‘Quelli che il calcio’ sono subito intervenuti per precisare la loro totale estraneità alla vicenda: «Raitrade ha affidato alla società NeoNetwork la gestione del controllo degli sms. Tale società opera il controllo attraverso un software che elimina tutte le espressioni volgari e sceglie, o in base al programma o su indicazione degli autori, gli sms da mandare in onda».
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lunedì 26 luglio 2010

ITALIA: LA RAI BOCCIA LA MOVIOLA

La Rai dice basta alla moviola nelle trasmissioni sul campionato di calcio. La rubrica sarà sostituita da approfondimenti tecnici, a scopo didattico, affidati non più ai noti ex arbitri.
La notizia è riportata oggi da 'la Repubblica' ed è stata confermata in una breve intervista dal presidente della Rai, Paolo Galimberti, pubblicata dallo stesso quotidiano, che approva la decisione presa dal direttore di Rai Sport Eugenio De Paoli.
Le immagini televisive serviranno solo a chiarire la norma applicata in quel determinato episodio, ma senza dare spazio al solito dibattito per «pensare ad un calcio meno urlato e più ragionato» spiega Galimberti. Il commento sarà affidato ad esperti dei regolamenti, che potrebbero anche essere suggeriti dall'Associazione italiana arbitri. Ogni domenica, spiega 'la Repubblicà verranno mostrate le immagini di tre-quattro casi e non di più.
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