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giovedì 21 giugno 2012

ARGENTINA: LA FIGLIA A TEATRO, MARADONA IN LACRIME

Notte di emozioni e lacrime per Diego Maradona che qualche giorno fa in terza fila in un teatro di Buenos Aires con accanto la figlia Giannina, ha assistito al monologo della figlia Dalma nell'opera da lei scritta a quattro mani con la regista intitolata 'La figlia di Dio'.
«Lei è il mio parafulmine», ha assicurato Maradona piangendo quando è salito sul palcoscenico e ha dato il via, abbracciato a Dalma, ad un'improvvisata confessione senza veli. «Ho trascorso bruttissimi momenti, con una infermità durissima e, in quei frangenti, di Giannina non avevo paura, ma quando lei mi accoglieva in piedi davanti alla porta, volevo sprofondare» ha ricordato Diego, praticamente in sintonia con ciò che la figlia evoca nell'opera.
«Non potevo guardarti in faccia, perchè sapevo che mi sarebbe costato molto continuare ad averti vicino, ma lo stesso non potevo non proseguire a guardarti fisso», gli ha fatto eco Dalma, anche lei emozionatissima. «Sei un'attrice 'de la puta madre' (grandissima nel gergo giovanile argentino, ndr)», le ha anche assicurato Diego, rimbrottandola però di essere anche una 'botona', che in termini familiari significa che ha spifferato tutto agli altri.
Sorpredendo tutti, Maradona si è buttato anche in confessioni calcistiche. «Ho ancora un anno di contratto in Dubai, ma pur se conservo le abitudini di qui ho nostalgia dell'Argentina e non vedo l'ora di tornare, magari per dedicarmi al teatro come Dalma», ha precisato. E quando gli hanno chiesto l'ennesima opinione su Leonel Messi, ha specificato: «Non avrà il mio atteggiamento in campo, non ha la faccia di Brad Pitt nè il culo della nostra miglior vamp, ma è argentino e bisogna appoggiarlo poichè, se Dio vuole, ci fa vincere i mondiali».
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giovedì 9 febbraio 2012

GABON: KEITA SEGNA IL GOL VITTORIA, IN LACRIME FA APPELLO PER LA PACE

La sfida dei quarti di finale della Coppa d'Africa vinta dal Mali ai rigori contro il Gabon ha avuto un'emozionante 'appendice' nel dopo-partita. Infatti il centrocampista del Mali (e del Barcellona) Seydou Keita, autore del penalty che ha dato la qualificazione alla sua nazionale, è scoppiato in lacrime nel corso della conferenza stampa del post-match, e ha lanciato un appello per la fine della guerra nel suo paese.
Gli scontri tra forze governative e ribelli separatisti infuriano da giorni nella regione del Timbuktu. I separatisti vogliono la creazione di uno stato indipendente nel nord del paese.
«Faccio appello alla gente del mio paese - ha detto Keita in lacrime - affinchè la guerra cessi. Ciò che sta accadendo non è normale, e dico a tutti di non andare oltre. C'è bisogno di pace, siamo tutti maliani». «Il Presidente della repubblica - ha aggiunto un Keita ancora visibilmente commosso - deve fare tutto ciò che può affinchè la violenza finisca. Noi stiamo celebrando la nostra vittoria, ma allo stesso tempo ci sentiamo tristi. Tra noi giocatori c'è un gran senso di tristezza, anche se abbiamo vinto». Dopo aver detto queste parole, Keita è scoppiato in un pianto a dirotto.
In Mali molti civili sono stati fatti oggetto di attacchi e la popolazione Tuareg hanno abbandonato la capitale Bamako, nel sud del paese, per paure di rappresaglie violente dopo le dimostrazioni di questa settimana. I ribelli, da parte loro, sostengono di star combattendo per assicurare l'indipendenza dell'Awazad, la parte nord del Mali composta da tre regioni: Kidal, Timbuktu e Gau. Il governo accusa i ribelli di ogni sorta di atrocità e di collaborare con al Qaeda, ma quest'ultima ipotesi è stata 'respinta al mittente'.
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martedì 13 dicembre 2011

SPAGNA: ESCE "L'UMILTÀ DEL CAMPIONE", AUTOBIOGRAFIA DI CASILLAS

Il portiere spagnolo Iker Casillas ha presentato la scorsa settimana la sua autobiografia «L'umiltà del campione», in una cerimonia nella quale il giocatore del Real Madrid ha lottato per trattenere le lacrime, ricordando i suoi inizi e l'appoggio della sua famiglia.
In una presentazione diretta dal presidente del Real Madrid, Florentino Pèrez, e alla quale ha partecipato anche il presidente onorario del club blanco, Alfredo Di Stefano, e l'autore del libro, il giornalista Enrique Ortego, Casillas si è emozionato nel discorso pronunciato nello strapieno palco d'onore del Santiago Bernabèu, ringraziando la sua famiglia per l'appoggio che gli ha sempre dato.
«È un grande onore stare nel mio stadio, nella mia casa, accompagnato dalle mie due famiglie, quella naturale e quella madridista. Questo libro parla della mia vita sportiva, dei miei ricordi. Quando Enrique mi disse di volerlo scrivere, mi sono spaventato», ha ammesso il portiere. «Non capivo molto bene perchè scrivere un libro su di me. Capisco che sono opere che devono ripercorrere la carriera di un giocatore quando termina la carriera e me rimane ancora tempo. Inoltre, i miei meriti per le parate che faccio già appaiono sui mezzi di comunicazione, ma è eccessivo vederli scritti in un libro così imponente», ha aggiunto Casillas.
Al termine del suo discorso Casillas si è dovuto fermare perchè la sua voce era rotta dall'emozione. «Mi prendo i bei momenti, sono molto felice di quello che ho fatto. Voglio ringraziare la mia famiglia, senza la quale, vi posso assicurare, che non sarei qui oggi. Grazie per esservi uniti a me in questo giorno speciale da ricordare per sempre», ha concluso il 30enne portiere del Real
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giovedì 16 dicembre 2010

SPAGNA, L'ABBRACCIO TRA XAVI E UNA PICCOLA FAN INTENERISCE IL PUBBLICO IBERICO (VIDEO)

Tanta commozione in Spagna dopo l'incontro e l'abbraccio tra la piccola fan olandese Alleke e il suo idolo, il giocatore del Barcellona Xavi. Una scena a dir la verità in pieno stile 'C'è posta per te' o 'Carramba che sorpresa'.
Una scena inoltre consumata nel corso della cerimonia 'Premi Catalunya de l'Esport', una premiazione poco celebre che però così è riuscita a catturare l'attenzione dei media.
Ma ecco un excursus storico per comprendere l'agognato abbraccio. Lo scorso luglio, mentre le furie rosse festeggiavano per le strade di Madrid la vittora del Mondiale, la piccola fan olandese si disperava col padre per l'assenza di Xavi. Le sue lacrime, finite su YouTube, all'epoca fecero il giro della rete. Cinque mesi dopo quindi Alleke ha potuto finalmente abbracciare il proprio idolo.

GUARDA IL VIDEO

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domenica 20 giugno 2010

MONDIALI: CRISI FRANCIA, CACCIATO ANELKA, RIBERY IN LACRIME IN TV - WORLD CUP: CRISIS FRANCE; ANELKA SENT AWAY, RIBERY IN TEARS ON TV

Sta diventando un reality show la vicenda della Francia e della cacciata di Nicolas Anelka dopo gli insulti, rivelati in prima pagina da L'Equipe ( "Va te faire inculer sale fils de pute" - "Và a farti fottere, brutto figlio di puttana" ), pronunciati dal giocatore nei confronti del ct, Raymond Domenech nell'intervallo della gara col Messico.
Dopo le parole di Evra ("Il problema non è Anelka, ma il traditore che è fra noi". Il capitano della Francia, se la prende con la talpa che ha rivelato alla stampa il duro alterco. "È questo traditore che deve essere eliminato dal gruppo. Qualcuno che vuole danneggiare la Francia" ), oggi tocca a Ribery.
Invitato nello studio allestito nel ritiro dei Bleus da Tf1, Domenech stava parlando delle possibilità della Francia di passare ancora il turno quando, non annunciato nè previsto, si è presentato davanti alle telecamere Franck Ribery, che da settimane non parla con i giornalisti. È apparso emozionatissimo e quasi sul punto di scoppiare a piangere: "ho letto che io avrei un problema con Gourcuff - ha detto con la voce tremante - è falso. Sono stato il primo ad andare a parlargli, perchè abbiamo bisogno di lui. Da due o tre giorni viviamo un momento difficilissimo per i giocatori, per il paese, per tutti, stiamo soffrendo".
Poi, quasi in trance, ha proseguito: «il gruppo è scoppiato, ed è la Francia che soffre, sono io che soffro, dico davvero, tutti ci stanno prendendo in giro nel mondo. Non ce la faccio, questo non è più pallone».
È poi tornato sul «traditore», il giocatore che secondo i Bleus avrebbe spifferato i segreti dello spogliatoio ai giornalisti de L'Equipe: «un traditore ha rivelato troppe cose. Ci toglieremo un peso dallo stomaco quando sapremo chi è». Infine, quasi alle lacrime, Ribery ha chiesto «perdono» a tutti i francesi, per aver giocato «un mondiale che non è quello che tutti si auguravano»

It's becoming a reality show France story and expulsion of Nicolas Anelka after the abuse, revealed on the front page of L'Equipe ("Va te faire inculer salt fils de pute" - "Go fuck yourself, you ugly son of a bitch" ), pronounced by the player against the coach, Raymond Domenech in the match against Mexico.
After Evra's words ("The problem is not Anelka, but the traitor is among us". France captain gets angry with the mole who revealed to the press on hard altercation. "This traitor who should be eliminated group. Someone who wants to harm France"), now it's up to Ribery.
Invited in study prepared by the withdrawal of Tf1 Bleus, Domenech was talking about the France possibility to go on, even when not announced and not expected, appeared before the cameras Franck Ribery, who for weeks didn't talk with reporters. He appeared excited and almost ready to burst into tears: "I read that I would have a problem with Gourcuff - said with a trembling voice - is false. I was the first to go and talk to him, because we needed him. Two or three days we are living a difficult moment for players, for the country, for all, we are suffering".
hen, almost in a trance, he said, "the group broke out, and France is suffering, it's me that I suffer, I mean really, all we are fooling the world. I can not, this is not football".
Then he returned to the "traitor", according to the player who would Bleus spilling the secrets of the locker room to reporters L'Equipe: "a traitor revealed too much. We will lift a weight from my stomach when we know who is". Finally, almost to tears, Ribery asked "forgiveness" for all French people, for playing "a world that is not what everyone hoped"
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