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giovedì 9 giugno 2011

ITALIA, LATITANTE FIGLIO DEL BOSS FOTOGRAFATO A BORDO CAMPO ALLA PARTITA DEL NAPOLI

Antonio Lo Russo, fotografato a bordo campo, allo stadio San Paolo, durante la partita Napoli-Parma di due campionati fa è latitante da quasi 14 mesi. Ad aprile dell'anno scorso infatti i pm della Direzione distrettuale antimafia posero in esecuzione una ordinanza di custodia cautelare che raggiunse vari esponenti della camorra di Secondigliano. Tra questi vi era Antonio Lo Russo, indagato per associazione mafiosa finalizzata allo spaccio di droga.
Lo Russo viene ritenuto un esponente di spicco dell'omonimo clan capeggiato dallo zio Salvatore e del quale fa parte anche il padre Giuseppe. La partita finita nella lente d'ingrandimento degli inquirenti risale al 10 aprile del 2010.
Antonio Lo Russo era a bordo campo, mischiato tra fotografi e altri addetti ai lavori. Quattro giorni più tardi è sfuggito all'arresto nell'ambito di una operazione anticamorra della Dda.
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lunedì 6 giugno 2011

ITALIA, PER BALOTELLI 'VISITA' A SCAMPIA CON I BOSS DELLA CAMORRA

Le freccette contro i giovani calciatori del City, i vaffa in campo ai suoi tifosi dell'Inter, le multe infinite per la sua supercar parcheggiata sui marciapiedi di Manchester, gli spari con una scacciacani in centro a Milano. Finora le chiamavano «balotellate», ma la visita dell'attaccante della nazionale a Scampia in compagnia di due boss è il nuovo capitolo di una lunga serie di testa-coda.
Balotelli, invece, secondo quanto emerge da un rapporto dei carabinieri, l'8 giugno dell'anno scorso fu ospitato in una dependance nel rione dei Puffi, quartiere napoletano di Scampia famigerato per lo spaccio di droga, per scattare delle foto-ricordo con alcuni camorristi. L'informativa è stata redatta dai carabinieri del gruppo investigativo di Castello di Cisterna, che l'hanno trasmessa alla Direzione distrettuale antimafia di Napoli.
L'attuale attaccante del Manchester City era nel quartiere, sostengono i militari, «in compagnia di due elementi di spicco di due dei più potenti clan della periferia nord di Napoli, ovvero Salvatore Silvestri, del clan Lo Russo, e Biagio Esposito, del clan degli Scissionisti». Tutto promana da una fonte fiduciaria di cui, dicono i carabinieri, «l'affidabilità è provata». In base a questa fonte, «Balotelli, che si trovava a Napoli in occasione del premio Golden Goal, aveva chiesto di visitare i famigerati luoghi dello spaccio di Scampia tanto pubblicizzati nelle cronache e per soddisfare la sua richiesta la 'paranza' dei Puffi gli ha mostrato le modalità con cui si consuma lo spaccio quotidiano».
Il suo procuratore, Mino Raiola, è sicuro di una cosa: «Balotelli non ha avuto mai alcun tipo di rapporto con la criminalità organizzata. Se, e ripeto se, Mario è effettivamente andato a Scampia perchè curioso di vedere quei luoghi tristemente noti, ha voluto solo soddisfare una curiosità. Certamente non sapeva che le persone con le quali si accompagnava erano legate ai clan come scrivono i carabinieri. Intorno al mondo del pallone gira tanta gente, impossibile sapere con chi si ha a che fare. E comunque questo riferimento a Balotelli nulla c'entra con le scommesse».
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domenica 12 dicembre 2010

ROMANIA, UN SITO ESORTA I TIFOSI DELLA STEAUA A NON SEGUIRE LA SQUADRA A NAPOLI

Tifoso della Steaua che vuoi andare a Napoli a seguire la tua squadra stai attento! Può essere tradotto così il titolo che il sito rumeno 'Prosport' dedica alla prossima trasferta della squadra di Bucarest nel capoluogo campano per l'ultima gara della fase a gironi dell'Europa League.
E per rendere ancor più chiara l'idea e i pericoli insiti nella trasferta, il sito utilizza come immagine una scena tratta dal film Gomorra che ritrae una esecuzione di camorra. Nell'articolo inoltre si parla di «una trasferta che promette di essere un incubo» e di soli 20 biglietti venduti finora tra i supporter dello Steaua rispetto ai 3.000 messi a disposizione, a dimostrazione che i timori nei confronti della spedizione in terra campana sono concreti.
Vengono ricordati anche gli scontri e le aggressioni messe in atto dagli ultrà del Napoli ai danni dei tifosi del Liverpool alla vigilia del match di Europa League e il servizio si chiude con una esortazione a non andare a Napoli. La gara tra l'altro, dopo il 3-3 dell'andata, si appresta ad essere decisiva per la qualificazione alla fase successiva.
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sabato 16 ottobre 2010

ITALIA: CAMORRA, GIOCATORE ARRESTATO PER AVER VENDUTO UNA PARTITA

Anche il calcio finisce nell'ambito di un'inchiesta contro il clan camorristico dei D'Alessandro, dell'area stabiese. I carabinieri di Torre Annunziata hanno arrestato infatti una ventina di persone per usura, estorsione, riciclaggio e scommesse clandestine. Tra loro anche l'attaccante dell'Avellino, Cristian Biancone.
Il 33enne centravanti è accusato di aver truccato la partita Sorrento - Juve Stabia del 5 aprile 2009, e questo per favorire un giro di scommesse clandestine gestito dal clan camorristico dei D'Alessandro. La gara finì 1-0 per gli stabiesi, con gol segnato da Mineo dopo una goffa respinta del portiere avversario Vitangelo Spadavecchia.
Lo stesso estremo difensore, oggi all'Andria, è stato iscritto nel registro degli indagati per aver ricevuto 25 mila euro da Biancone per conto di un clan camorristico. Sia Spadavecchia, per mezzo dei suoi legali, sia il Sorrento Calcio, tramite un comunicato, si dichiarano estranei alla vicenda.



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mercoledì 2 giugno 2010

ITALIA, BORRIELLO CONTRO SAVIANO: "CON GOMORRA HA LUCRATO SULLA MIA CITTÀ" - ITALY, BORRIELLO VS SAVIANO: "WITH GOMORRA HE PROFITED ON MY CITY"


«Per me, Saviano è uno che ha lucrato sulla mia città. Non c'era bisogno che scrivesse un libro per sapere cos'è la camorra. Lui però ha detto solo cose brutte e si è dimenticato di tutto il resto». L'attaccante del Milan, Marco Borriello si schiera contro l'autore di 'Gomorra' in una intervista a GQ, in edicola dal 3 giugno.
Borriello si è trovato a 11 anni con il padre ammazzato dalla camorra, ed è cresciuto nel posto più degradato d'Italia. Ha fatto «molti» sacrifici ma ha «sempre avuto una famiglia alle spalle che mi ha sostenuto e non mi ha mai fatto mancare niente. Poi a un certo punto è capitato uno spiacevole episodio, ma l'affetto c'è sempre stato».
Lo «spiacevole episodio», come lo chiami Borriello, è un padre ucciso dalla camorra. «Crescere senza una figura maschile di riferimento è stato duro. Per fortuna, abbiamo avuto una mamma che ci ha fatto anche da papà. Comunque è un'esperienza che mi ha rafforzato e reso più responsabile. Altrimenti non sarei andato via da casa a 14 anni».
Da casa e da un quartiere non dei più facili. «San Giovanni a Teduccio, a Napoli, il quartiere con il più alto tasso di famiglie malavitose in Italia, pare». Come si cresce in un ambiente del genere? «Non è la giungla, ma nemmeno Disneyland. Diciamo che ti tempra e ti insegna a stare sveglio fin da piccolo. Prendi un bambino di 8 anni di Napoli e uno venuto su altrove: la differenza si vede».


"For me, Saviano is one who profited on my city. There was no need to write a book to know what is Camorra. But he said only bad things and forgot everything else". AC Milan forward Marco Borriello is opposed to the author of 'Gomorra', in an interview in GQ, on newsstands on June 3.
Borriello' father was murdered by Camorra when he was 11 years old, and grew up in the most degraded italian town. He did "many" sacrifices but has "always had a family behind who supported me and I have never miss nothing. Then at some point it happened an unfortunate episode, but the affection has always been there".
The "unfortunate incident" as Borriello tells, is his father killed by Camorra. "Growing up without a male figure reference was hard. Fortunately, we had a mother who made us even dad role. However, it is an experience that has strengthened me and made more accountable. Otherwise I would not go away from home at 14 years".
From home and a district that are not the easiest. "San Giovanni a Teduccio, in Naples, the district with the highest rate of underworld families in Italy, it seems." As do tuo grow up in such an environment? "This is not the jungle, but even Disneyland. Let's say you temper and teaches you to stay awake as a child. Take a 8 years old boy in Naples and one came up elsewhere: you see the difference".
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martedì 27 aprile 2010

NAPOLI: FOTO CON LAVEZZI SCATENA OMICIDIO - NAPLES: TATOOIST ORDERS COMPETITOR'S MURDER FOR LAVEZZI'S PICTURES

Una discussione su Facebook con un tatuatore concorrente, a causa di una foto insieme al calciatore del Napoli Ezequiel Lavezzi pubblicata sul social network. Poi la lite con un gruppo di emissari mandati dal rivale e legati al clan Amato-Pagano, pestati da Gianluca Cimminiello, che era esperto di arti marziali. Per questo motivo, secondo gli inquirenti, il due febbraio scattò l'agguato in cui il tatuatore napoletano venne ucciso davanti al suo negozio di Casavatore.

(il Roma)

A discussion with a tattoo on Facebook competitor, due to a photo with the player for Napoli Ezequiel Lavezzi published on social networks.
Then the fight with a group of emissaries sent from rival clans and related Amato-Pagano, crushed by Gianluca Cimminiello, who was an expert in martial arts. For this reason, according to investigators, on February 2 snapped the ambush in which the tattoo artist from Naples was killed outside his shop in Casavatore.
Fonte:

(il Roma)
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