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venerdì 10 giugno 2011

IRAN: SQUALIFICATE PER IL VELO, LETTERA DI PROTESTA DEL PAESE A BLATTER

Il presidente della Federazione iraniana di calcio, Ali Kafashian, ha inviato una lettera di protesta al capo della Fifa, Joseph Blatter, riguardo alla decisione dell'organo calcistico mondiale di squalificare le giocatrici della nazionale di Teheran in una partita di qualificazione ai Giochi Olimpici perchè indossavano un completo islamico che non rispettava le regole della federazione sportiva internazionale. È quanto riferisce l'agenzia d'informazione 'Fars'.
«La squadra femminile iraniana ha preso parte alle qualificazioni rispettando le regole imposte dalla Fifa», si legge nella lettera inviata da Kafashian. «La decisione del commissario Fifa di squalificare il team iraniano è illogica», è precisato. Sull'argomento è intervenuto ieri anche il presidente iraniano, Mahmoud Ahmadinejad, che nel corso di una conferenza stampa a Teheran ha promesso che il governo «affronterà seriamente la decisione presa da dittatori che della democrazia indossano solo l'abito».
Venerdì scorso la Fifa ha squalificato la nazionale di calcio femminile della Repubblica Islamica, dopo il rifiuto delle calciatrici di giocare a capo scoperto, come da regolamento. Da qui la decisione di imporre la vittoria a tavolino 3-0 a favore della Giordania, un risultato che ha eliminato la nazionale iraniana dalla corsa alle Olimpiadi, sollevando un vespaio di polemiche a Teheran.
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mercoledì 20 ottobre 2010

IRAN, TRE CALCIATORI A RISCHIO CARCERE PER UN BACIO A UNA TIFOSA

Tre calciatori iracheni rischiano il carcere e di essere frustati per aver baciato una tifosa in un aeroporto del paese. Un episodio che va contro il codice morale del paese islamico, secondo cui sono vietati per legge i contatti fisici tra uomini e donne non legati da parentela.
A riferire l'episodio è il sito Rajanews, che però omette il nome dei tre calciatori e della società in cui militano.
Non ci sono finora commenti o reazione dalle autorità o da altri calciatori.
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sabato 11 settembre 2010

FRANCIA: CON BLANC BASTA HALAL, PASTI UGUALI PER TUTTI

Niente più pasti halal per la nazionale francese. Lo ha dichiarato il nuovo ct Laurent Blanc segnando una nuova linea di rottura con la vecchia gestione Domenech.
Sotto la guida dello stravagante predecessore, per rispettare le usanze dei giocatori islamici, l'halal ( carne che deve essere preparata secondo le linee guida tradizionali indicate nella Sunna ) era un must nel menu per tutti i convocati in ogni trasferta.
Blanc in un'intervista su France2 ha indicato le modifiche per la compagine transalpina. Si va dal divieto delle cuffiette stereo all'uscita del pullman (misura che era già stata presa nel paese dal Marsiglia), alla serietà e al rispetto delle regole, fino ad arrivare all' invito a cantare la Marsigliese, con tanto di testo scritto preparato dal ct in persona e distribuito a tavola.
Alla precisa domanda di un giornalista, se ci saranno regole alimentari particolari, ad esempio per i musulmani, il ct ha risposto che i pasti saranno «variati» perchè - ha detto Blanc - «rispetto tutte le religioni, dunque ci saranno delle differenze. Non ci sarà il maiale, quindi i musulmani avranno scelta, ma sarà limitata a quella fra pesce, carne bianca e carne rossa. Basta così».
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venerdì 23 luglio 2010

MALAYSIA: VIETATE AI MUSULMANI MAGLIETTE CON CROCI O DIAVOLO

I musulmani non dovrebbero indossare le magliette del Brasile, del Barcellona o di qualsiasi squadra nel cui stemma appaia la croce cristiana, né quelle dei club il cui simbolo sia il diavolo come Milan o Manchester United: lo hanno stabilito gli imam della Malaysia.
Come riporta il quotidiano spagnolo El Mundo, secondo gli imam sarebbe come "idolatrare i simboli di altre religioni o il diavolo", sebbene non esista alcuna fatwa contro coloro che scelgano di indossare le magliette incriminate o le accettino come regalo.
I musulmani rifiutano qualsiasi forma di rappresentazione, in ogni caso e contesto, di quel simbolo che associano alle persecuzioni cristiane avvenute all’inizio del secondo millennio. La croce era ben appuntata sul petto dei cavalieri crociati che, con il pretesto di liberare la terra santa, portarono morte e distruzione.
Inoltre per le autorità religiose islamiche della Malaysia le magliette del Manchester United sono “peccaminose”, “pericolose”, tali da “glorificare il diavolo” perchè lo stemma della squadra è un diavoletto che tiene in mano un tridente. D’altronde gli stessi giocatori del Manchester United sono chiamati Red Devils, cioè “diavoli rossi”.
Secondo il predicatore Nooh Gadot, se la maglietta è un regalo non va accettata, ma è “ancora più peccaminoso quando la gente sa che è sbagliato e la compra”: chi lo fa deve “pentirsi”. Il Manchester United ha un certo seguito nel paese, tanto che nel 2006 è stato siglato un accordo promozionale tra la stessa squadra e l’ente turistico della Malaysia.
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