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venerdì 13 agosto 2010

PERU', 7 ANNI PER IL GIOCATORE CHE AIUTO' A DERUBARE IL SUO CLUB

Finisce in prigione il calciatore peruviano, Cesar Ccahuantico, condannato a sette anni da un tribunale di Cuzco per aver aiutato due anni fa alcuni malviventi a rapinare il suo stesso club, il Cienciano. E non è andata neanche troppo male per l'ex calciatore dato che la Giustizia peruviana aveva chiesto per lui 20 anni di prigione.
Il colpo fruttò alla banda 84,5 mila dollari che dovevano servire al pagamento degli stipendi dei giocatori. Nel marzo di due anni fa quattro ladri rapinarono il club, la polizia in seguito scoprì che uno di loro dopo il colpo chiamò più volte Ccahuantico al cellulare.
Il calciatore, 30 anni, ha giocato a lungo per il Cienciano - dalla stagione 2001 al 2008 - e contribuì in maniera determinante nel 2003 alla conquista della Coppa Sudamericana battendo gli argentini del River Plate in finale. Dopo quell'episodio il club è caduto in disgrazia tanto da non riuscire a pagare gli stipendi ai calciatori, che sono stati costretti a sbarcare il lunario organizzando lotterie di gare d'auto.
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venerdì 6 agosto 2010

PERU', CHIESTI 20 ANNI DI PRIGIONE PER CALCIATORE ACCUSATO DI FURTO NEL SUO CLUB

La Giustizia peruviana ha chiesto 20 anni di prigione per il calciatore Cèsar Ccahuantico, per la presunta partecipazione ad un furto nel 2008 al club al quale apparteneva allora, il Cienciano di Cusco.

Il pubblico ministero di Cusco incaricato di seguire il caso, Armida Segovia, ha considerato gli indizi molto importanti nei confronti di Ccahuantico, oggi giocatore dell'Alleanza Atletico di Sullana, che avrebbe aiutato i ladri ad entrare armati negli uffici del club per portare via una somma di 87.400 dollari.

Tra altri elementi di prova, la Segovia, a partire dalle indagini della Polizia, ha stabilito che nei minuti successivi al furto il calciatore ha comunicato telefonicamente otto volte con Josè Carlos Gonzales che è accusato di essere il leader della banda. La sentenza potrebbe arrivare la prossima settimana.
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