Gabriel Batistuta rinuncia a candidarsi per la carica di governatore dello stato di
Santa Fè. Lo ha spiegato lui stesso, intervistato dall'edizione online del quotidiano argentino
'La nacion', dopo la riunione a cui ha preso parte, e finita ieri in nottata, anche
Carlos Alberto Reutemann, che è stato governatore di Santa Fè e avrebbe intenzione di 'correre' alle prossime elezioni come Presidente della Repubblica argentina.
Era stato proprio Reutemann, nei giorni scorsi, a proporre a 'Batigol' di candidarsi, dichiarandosi
«entusiasta» dell'idea.
«Ringrazio chi ha fatto il mio nome - ha detto Batistuta -
offrendomi questa grande opportunità. Ma è qualcosa per cui non mi sento pronto, perchè l'esercizio dell'attività politica richiede capacità che al momento attuale non posseggo. Ci sono molti cittadini giovani, intelligenti ed onesti che sono in grado di governare la provincia di Santa Fè meglio di quanto potrei fare io»Oltre al
Centro Politico Chango Funes, promotore dell'idea, avevano mostrato interesse per l'ingresso dell'ex centravanti in politica anche alcuni settori economici della zona di Santa Fè, visto anche il fatto che egli è al momento un imprenditore del settore agricolo.
L'indiscrezione non aveva lasciato indifferente la politica del Paese sudamericano, generando una certa sorpresa mista a ilarità. Su Batistuta avrebbero messo gli occhi anche i
socialisti, che però si sono affrettati a smentire.
«Non ho notizie sul fatto che qualcuno del nostro partito gli abbia fatto un'offerta, ma scegliere delle persone famose lo si faceva un tempo, ora non più», ha chiarito
Hermes Binner, del
Partido Socialista Argentino.
«Primo, che si iscriva al partito, poi, lo mandiamo a lavorare nei piccoli quartieri», è stato l'ironico commento, sempre di parte socialista, della deputata
Alicia Ciciliani, che ha dichiarato di apprezzare molto l'ex attaccante
«ma - ha aggiunto -
da qui a proporlo candidato ce ne vuole». Laconico invece
Ricardo Spinozzi, presidente del
Partido Justicialista di Santa Fè:
«Ci sono alcuni settori del peronismo, come Reutemann, che credono nel realismo magico e pensano di tirare fuori un coniglio dal cappello».
Ognuno resta al suo posto.
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