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domenica 5 settembre 2010

IRAN: IL PAESE ANNUNCIA BOICOTTAGGIO ALL'AS ROMA PER SAKINEH

L'agenzia di Stato iraniana Irna condanna l'adesione dei vertici dell'As Roma alla campagna contro la lapidazione di Sakineh, giudicata una «interferenza», e annuncia un mese di boicottaggio delle notizie sulla squadra di calcio italiana. I vertici del club «hanno dato sostegno alla donna iraniana (Sakineh, ndr) condannata dal sistema giudiziario, aprendo un nuovo capitolo di interferenza politica negli affari sportivi» ispirato dagli Stati Uniti, scrive l'Irna.
Ieri, il capitano giallorosso Francesco Totti ha fatto recapitare in Campidoglio due dozzine di rose rosse da deporre sotto la foto di Sakineh. Accanto alle rose del numero 10 della Roma, sono stati deposti altri due fasci di fiori inviati dalla presidente del club Rosella Sensi, che ha scelto gladioli rosa, e dalla società, che invece ha donato lilium arancioni.
«Questo gesto - prosegue l'Irna - arriva mentre le istituzioni sportive internazionali come la Fifa ed il Cio hanno sempre sottolineato l'indipendenza dello sport e minacciato boicottaggi nel caso in cui i governi interferissero negli affari sportivi». Secondo l'agenzia iraniana, i funzionari dello sport italiano «farebbero meglio, invece di interferire nelle questioni politiche, a guardare alle violazioni dei diritti umani in alcune nazioni europee».
L'Irna annuncia quindi il boicottaggio per un mese delle notizie sulla squadra, con un articolo sul proprio sito in cui campeggia il logo della Roma. I legami tra il calcio italiano e quello iraniano sono sempre stati buoni: lo scorso anno una delegazione di Teheran è arrivata in Italia per studiare il nostro calcio, una fase che i media hanno definito «diplomazia del pallone».
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lunedì 16 agosto 2010

IRAN, KARIMI LICENZIATO DAL CLUB PER NON AVER RISPETTATO IL RAMADAN

Il 31enne Ali Karimi, giocatore in passato anche del Bayern Monaco, è stato licenziato dal suo attuale club per non aver rispettato il precetto del ramadan, cominciato giovedì scorso in tutto l'Iran. Ad annunciare la cacciata del calciatore che in patria è soprannominato il 'Maradona d'Asia' è stato lo Steel Azin, club di Teheran dai colori biancorossi che fino al 2007 si chiamava Ekbatan. Nella nota la società spiega di essere stata «costretta a mettere alla porta uno dei giocatori, Ali Karimi, perchè non ha osservato il precedetto e non ha digiunato durante il ramadan».
L'ex giocatore del Bayern avrebbe anche «insultato i funzionari della federcalcio iraniana ed i dirigenti del club che l'hanno interrogato su questo episodio». Il licenziamento del giocatore arriva dopo che Ali Karimi aveva criticato sul proprio sito personale il d.g. dello Steel Azin, ed ex 'guardiano della rivoluzione', Mostafa Ajorlou, per il modo in cui gestisce il club.
L'agenzia di stampa iraniana Irna cita una fonte anonima interna alla società, secondo cui il proprietario Hossein Hedayati era contrario alla decisione di cacciare Karimi, del quale aveva chiesto la permanenza.
Karimi è il terzo miglior marcatore di sempre nella storia della nazionale iraniana e nel giugno 2009, assieme ad altri suoi colleghi della selezione, era sceso in campo nel match delle qualificazioni mondiali contro la Corea del Sud, con un braccialetto verde per testimoniare appoggio e solidarietà al candidato sconfitto alla elezioni presidenziali, Mir Hossein Moussavi. Durante il periodo del ramadan ai credenti musulmani è vietato mangiare, bere, fumare ed avere rapporti sessuali dall'alba al tramonto del sole.
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