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giovedì 5 gennaio 2012

SVEZIA: IBRA VERSO IL CINEMA, L'AUTOBIOGRAFIA PUÒ DIVENTARE UN FILM


L'autobiografia di Zlatan Ibrahimovic può diventare un film. Ne è convinto David Lagercrantz, che ha scritto 'Io, Ibra' con il centravanti del Milan. Il libro, pubblicato anche in Italia, ha venduto mezzo milione di copie nella sola Svezia.
«C'è un interesse incredibile sulla realizzazione di un film», dice Lagercrantz al quotidiano Dagens Nyheter. «Zlatan è molto interessato - aggiunge - e quindi sono convinto che si farà».
A quanto pare, sono già arrivate le prime proposte. E circolano i nomi degli attori svedesi che potrebbero entrare in 'campo': ad interpretare Ibra potrebbe essere Hamadi Khemiri, di origine tunisina, o Fares Fares, di radici siriane.
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giovedì 11 novembre 2010

BRASILE: RONALDO ATTORE, IN UN FILM SARA' RAPINATORE DI BANCHE

Ronaldo potrebbe debuttare nel cinema, come protagonista del film 'The Brazilian', in cui, al fianco della bellissima attrice brasiliana Juliana Paes, avrebbe il ruolo di un rapinatore di banche.
Lo ha confermato lui stesso, rende noto il sito Uol on line, dopo un incontro con uno dei produttori della pellicola, lo statunitense Uri Singer.
«Mi ha fatto una proposta in tal senso, però non c'è ancora nulla di definito», ha specificato il Fenomeno, interpellato dai giornalisti, nel corso di una pausa degli allenamenti con il Corinthias.
Dal canto suo, Uri Singer ha confermato a sua volta il colloquio con Ronaldo, assicurando che si propone di realizzare il film, una commedia romantica, il prossimo anno, girandolo sia in Brasile che negli Usa.
Finora il Fenomeno registra solo apparizioni televisive e sempre attraverso cartoni animati: nel 2007 in un capitolo dei 'Simpons', in cui Homer gli mostrava il cartellino rosso e nel 2009 in una popolarissima serie brasiliana destinata ai bambini.
Chissà che non sia quella di attore la nuova vita di Ronaldo, visti gli evidenti problemi di peso e la carriera agli sgoccioli con propositi di abbandono
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martedì 14 settembre 2010

USA, TIFOSO LAZIALE DIVENTA ROMANISTA IN FILM AMERICANO

Da laziale a romanista a sua insaputa, e solamente per un film. È questo il rischio corso da Luca Spaghetti, commercialista romano il cui personaggio è tra i protagonisti del libro 'Eat, pray, love' di Elizabeth Gilbert.
Spaghetti, nella trasposizione cinematografica dell'opera dell'autrice americana, in uscita in Italia nei prossimi giorni, ha visto mutata la sua fede laziale in quella romanista per pochi ciak, il tutto per una scelta, inconsapevole, della produzione del film, che alle scherzose proteste di Spaghetti, ha deciso di restituirgli la sua 'passione' calcistica anche sul grande schermo.
«Li ho minacciati, scherzosamente, e loro lì per lì hanno capito la cosa, il dolore che poteva provare un tifoso», ha raccontato Spaghetti all'Adnkronos. La Sony, casa produttrice del film, ha capito la situazione e ha deciso di cambiare parte della scena incriminata: «Hanno accolto le mie richieste e ora colui che mi interpreta appare come un tifoso laziale in mezzo ai romanisti, durante un derby. Certo, chiedendo ai miei amici giallorossi, anche loro, come si dice a Roma, avrebbero 'rosicato'».
Spaghetti, che ha conosciuto realmente la Gilbert qualche anno fa a Roma ed è stato inserito dalla scrittrice tra i personaggi principali del suo libro.
Lui, laziale doc, che nella realtà aveva portato la Gilbert allo Stadio Olimpico per seguire alcune partite della Lazio, non è riuscito a spiegarsi la scelta della produzione di farlo apparire come tifoso della Roma e non della Lazio: «Francamente non so perchè abbiano preso questa decisione, stando dall'altra parte dell'oceano avranno fatto le loro scelte».
Spaghetti ha scherzato sulle scarse conoscenze calcistiche negli Usa: «Sono americani, non sanno cosa significa a Roma far cambiare sponda del Tevere».
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giovedì 2 settembre 2010

RUSSIA: ARSHAVIN SI DA' AL CINEMA, SARA' UN ANGELO CUSTODE

"Io non sono Arshavin", è il titolo di una brillante commedia che vedrà per protagonista il calciatore russo dell'Arsenal. Come da titolo, il capitano della nazionale di Dick Advocaat non interpreterà sè stesso bensì un angelo custode capace di aiutare i calciatori.
Lo ha dichiarato lo stesso Arshavin al sito di Newsru.com: «Sono stato in vitato a recitare ma non voglio né posso rivelare i segreti legati a questo contratto».
Il film, diretto da Ilia Shilovski, verterà su un diciottenne obeso di 150 chili che sogna di giocare a pallone e sarà proprio il suo angelo-idolo Arshavin ad aiutarlo nell'impresa.
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lunedì 2 agosto 2010

SPAGNA: AGUERO E FABREGAS ATTORI, DAL CAMPO AL SET

Sergio Aguero e Cesc Fabregas protagonisti sul set. L'attaccante argentino dell'Atletico Madrid e il centrocampista spagnolo dell'Arsenal partecipano alle riprese di 'Torrente 4', un film che in questo periodo viene girato in Spagna.
L'opera fa parte di un fortunato filone che riscuote particolare successo nelle sale iberiche. «Partecipo alle riprese di Torrente 4. Ci sarà anche un altro calciatore. Immaginate quale? Vediamo se indovinate...», ha scritto Aguero dalla sua pagina su Twitter.
L'argentino ha soddisfatto prontamente la curiosità dei navigatori pubblicando una foto che ritrae anche Fabregas.
Mistero, per ora, sulla trama del film e sul ruolo che interpreteranno i calciatori. L'abbinamento tra pallone e Torrente non è una novità. Nei precedenti episodi della saga hanno recitato Iker Casillas e Fernando Torres, che a luglio si sono laureati campioni del mondo proprio come Fabregas
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sabato 15 maggio 2010

FRANCIA, CANNES: CALCIO E COCA, FILM SULLA LEGGENDA DEI DUE ESCOBAR - FRANCE, CANNES: FOOTBALL AND COCA, MOVIE ON TWO ESCOBAR LEGEND

Viene dall'America (era al Festival newyorchese Tribeca di Bob De Niro) il film-documento «The Two Escobars», scritto e diretto da Jeff e Michael Zimbalist che ha suscitato la curiosità di molti sulla Croisette. Il film si vede sull'ondeggiante (perchè agitato dal vento) schermo all'aperto della sezione «Cinema de la Plage», fino a ieri riservato a vecchi capolavori da cineteca. Il film di oggi racconta la parallela ascesa e caduta di due fratelli, Andres e Pablo. Era il giugno 1994 e la nazionale della Colombia, dopo decenni di anonimato, giocava per il turno successivo della Coppa del Mondo. In quel fatale pomeriggio però il calciatore che della squadra era il carismatico capitano, Andres Escobar, buttò il pallone nella porta sbagliata e il suo autogol spianò la strada alla nazionale degli Stati Uniti. Per un paese come la Colombia che aveva affidato al calcio il suo riscatto sociale e una rinnovata immagine, quella sconfitta sembrò un segno avverso del destino. Ma scommettitori clandestini e boss della droga interpretarono diversamente il gesto di Escobar e poche settimane dopo, il 2 luglio, anonimi sicari lo freddarono. Quel delitto non poteva essere confinato nel recinto della follia calcistica anche per la «pesante» parentela di Andres con Pablo, signore incontrastato del Cartello di Medellin, ras della droga. Anche per l'altro Escobar la sorte è stata inclemente: il 2 dicembre del 1993 una squadra antidroga affiancata da agenti speciali della Delta Force americana lo braccò nella sua città natale, Medellin, è il boss venne fatto a pezzi dalle pallottole. «Storie come queste - dicono i fratelli Zimbalist - storie in cui ritroviamo la suggestione dello sport ma anche il suo stretto intreccio con l'evolversi della società e le sue pagine meno nobili, ci devono far riflettere su quale alibi possa diventare la nostra più grande passione per occultare vite e leggende in negativo».


It comes from America (it was in New York, Bob De Niro's Tribeca Movie Festival), the video-document "The Two Escobar", written and directed by Jeff and Michael Zimbalist that has aroused the curiosity of many on the Croisette. The movie is watched on waving(because agitated by the wind) screen outdoor section 'Cinema de la Plage, until recently reserved for old masterpieces library movies. The movie is about parallel rise and fall of two brothers, Andres and Pablo. It was June 1994 and the national of Colombia, after decades of anonymity, played for the next round of World Cup. On that fateful afternoon, however the player that was charismatic captain of his team, Andres Escobar, threw the ball in the wrong side and his own goal paved the way for the U.S. national. For a country like Colombia that gave the football his social redemption and a renewed image, seemed a sign that defeat against destiny. But gamblers and illegal drug boss differently interpreted Escobar's gesture and a few weeks later, on July 2, anonymous assassins killed him. That crime couldn't be contained in the enclosure oCorsivof football madness for the 'heavy' relationship with Pablo, the undisputed lord of the Medellin Cartel, drug ras. Even for the other Escobar fate was harsh: 2 December 1993 a drug squad flanked by special american agents of Delta Force stopped him in his hometown, Medellin, and the boss was torn apart by bullets. "Stories like these - tell brothers Zimbalist - stories where we find the suggestion of his sport but also intertwined with the evolution of society and its pages less noble, must make us reflect on what excuse can become our greatest passion for obscure lives and negative legends".

VIDEO COLOMBIA-USA, AUTOGOL ESCOBAR


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